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Venerdì, 02 Dicembre 2016 17:04

Silvi batte Montesilvano per tanti libri a zero. Eppure se ogni politico desse il buon esempio...

le due casette messe a confronto per capire i perchè per avere partecipazione le due casette messe a confronto per capire i perchè per avere partecipazione fioto di Angela Curatolo

Una bella idea: Trabook per libri liberi, a disposizione della cittadinanza. Un pensiero dell'associazione Nuovo Saline, costruito con materiali di recupero, un mezzo per il bookcrossing e lo scambio.

 

Il giorno dell'inaugurazione il sindaco Francesco Maragno era entusiasta, almeno così si evince dalle foto, di inaugurare questo piccolo, grazioso gioiello dato in omaggio alla città. Nelle immagini era sorridente con il proprio libro da inserire nel Trabook per la collettività.

Nonostante sia davanti alla biblioteca, luogo più che mai consono, questa mattina era vuoto. La domanda è: perchè? E' importante capire i motivi che inducono troppo spesso 60mila persone a disertare i luoghi e le proposte, anche quelle valide, fatte con passione e devozione.

Eppure a Silvi, la casetta costruita, anche in questo caso da un'associazione, ubicata tra gli alberi, in un posto non visibile, è piena di libri, che cambiano in continuazione.

A Montesilvano, prima delle riunioni politiche, basterebbe che consiglieri (24 membri), assessori (6 membri), portassero un libro, una volta al mese. Magari facendosi un selfie mentre lo poggiano nella casetta e postandolo sul social. (!)

Le risposte sui perchè del vuoto della casetta dei libri non può essere sempre: “qui nin gi sta la culture”. Perchè chi dice questo, mostra di essere il primo disinteressato ai libri e alla diffusione del sapere.

Si diceva che la città non ha identità. Sergio Agostinone, nel volgere di pochi mesi, ha dimostrato il contrario cacciando fuori un pozzo di foto, esponendole al pubblico, grazie alla collaborazione di Renato Petra di Amare Montesilvano.

Si diceva che in città non si sentiva appartenenza, negli ultimi anni molte associazioni si sono messe a lavoro per migliorarla, se non è appartenenza questa, cos'altro potrebbe esserlo?

Ora c'è da sfatare un altro luogo comune, una zavorra che non permette a Montesilvano, tenera bimba in gabbia, di emergere, svilupparsi, esprimere se stessa: “qui non c'è cultura”.

Il Comune accoglie 60mila abitanti desiderosi di partecipare alla vita pubblica. Difficile esserci se si ragiona come se fossero 1500? L'isola pedonale estiva ha dato conferma della voglia di vivere intensamente la città. C'è poco coinvolgimento perchè mancano luoghi come piazze, itinerari pedonali, musei, teatri, luoghi di aggregazione... le associazioni, per quanto laboriose, non possono fare miracoli. Questo compito spetta a chi amministra i soldi della città e a chi vota i bilanci.

Nuovo Saline ha fornito un'occasione, un inizio, un esempio. Un seme che, se non viene curato, annaffiato, rimarrà lì a seccare, poi morire come tante belle iniziative condivise con la città negli anni.

Dunque, perchè è vuota la casetta dei libri? Forse potrebbe rivelarsi utile riflettere su 3 parole taboo per le amministrazioni montesilvanesi: coinvolgimento, luoghi, esempio.

Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 17:38

chiacchiere da ape