Il primo tempo inizia con una sorpresa di formazione: Milicevic schierato da terzino sinistro. Il calciatore croato non sembra a proprio agio nel nuovo ruolo - fino ad oggi ha sempre giocato come centrocampista - tuttavia dimostra una buona fisicità e un accettabile tasso tecnico. Sin dai primi minuti le due squadre mantengono ritmi bassi, creando qualche occasione frutto di giocate individuali. Ci provano Memushaj e Benali, senza successo. Al minuto 15' Borriello colpisce di testa e manda il pallone di poco a lato. Al 23', Fornasier oppone un braccio alla conclusione violenta di Joao Pedro, l'arbitro fischia il rigore che verrà trasformato dallo stesso brasiliano rossoblu. Poco dopo è ancora Borriello a cercare il gol, con Fiorillo che trova una parata plastica sulla linea di porta. Al minuto 38', Caprari premia l'inserimento di Memushaj, il capitano biancazzurro è, però, troppo defilato e centra Rafael in uscita. In chiusura di frazione ci riprova Caprari, il quale, a termine di un contropiede mal gestito, prova il tiro a giro, parato dal portiere avversario. Il numero 17, ceduto in estate all'Inter, riesce in qualche sparuta giocata, ma nel complesso della partita risulta ininfluente.
Il secondo tempo ha l'incedere delle passeggiate domenicali, la partita vede affrontarsi due squadre che nulla hanno più da dare. Memushaj, al 53', fallisce da pochi metri un'occasione nata da palla inattiva, palesando in un gesto molte difficoltà stagionali. Al 69' Cerri potrebbe sfruttare un'imbucata, ma il controllo è lungo e manca la rapidità di gamba. Negativa, ad oggi, l'avventura biancazzurra del centravanti di proprietà Juve: i tre gol messi a segno non sono serviti a nascondere un chiaro periodo di forma non ottimale. Il Cagliari, in affanno atletico, preferisce controllare, mentre il Pescara non riesce a costruire palle gol, esponendosi peraltro a qualche stanco contropiede avversario. È il minuto 88' quando Muntari prova a dialogare con la curva sarda, per poi andare dall'arbitro Minelli chiedendo di sospendere il match per cori razzisti. Minelli, nel goffo tentativo di gestire una situazione delicata, ammonisce il centrocampista, il quale continua a protestare con il quarto uomo. Sentendosi inascoltato e perciò ancor più irritato, Muntari decide di abbandonare il campo, in plateale segno di sdegno e protesta. Nelle prossime ore si farà luce su un episodio triste e spiacevole, certamente era lecito aspettarsi un comportamento più risoluto e meno improvvisato dal direttore di gara e dai suoi assistenti. Triplice fischio.
È stata la partita che ci si aspettava, fa specie, tuttavia, che sia irrintracciabile qualsiasi idea zemaniana. Sono settimane che il mister annuncia rivoluzioni a partire dal prossimo anno, ma le rivoluzioni a seguito di retrocessione rischiano di avere costi notevoli. Stanno scivolando giornate perse, forse sarebbe utile iniziare a seminare qualcosa.
Tabellino:
CAGLIARI (4-3-2-1): Rafael, Pisacane, Alves, Salamon, Murru, Barella (77' Padoin), Tachtsidis, Ionita (58' Faragò), Joao Pedro, Farias (65' Sau), Borriello
A disposizione: Crosta, Gabriel, Di Gennaro, Padoin, Capuano, Deiola, Han
All. Massimo Rastelli
PESCARA (4-3-3): Fiorillo, Zampano, Bovo, Fornasier, Milicevic (90' Crescenzi), Coulibaly (72' Brugman), Muntari, Memushaj, Benali (72' Kastanos), Cerri, Caprari
A disposizione: Bizzarri, Bruno, Verre, Mitrita, Muric, Coda, Cubas
All. Zdenek Zeman
ARBITRO: Sig. Daniele Minelli (Varese)
AMMONITI: Fornasier, Milicevic, Alves, Kastanos, Muntari
MARCATORI: 23' Joao Pedro (rig)



