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Venerdì, 05 Maggio 2017 16:27

Sicurezza.Teramani, sit-in in Regione per la sicurezza di edifici a vulnerabilità sismica

Sulle scuole Capigruppo concordi con i dimostranti ma “impotenti ad intervenire sulle modalità di esecuzione.”

 

Ieri a L’Aquila il sit-in dinnanzi al Palazzo dell’Emiciclo per richiamare il Presidente della Regione ed il Consiglio regionale “ai propri ineludibili doveri di prevenzione e gestione dei disastri ambientali”

Lo fanno sapere, in una nota stampa, Paola Cardelli, Fabio Berardini e Maria Cristina Marroni, accolti in sede di Conferenza dei Capigruppo per esporre le richieste più urgenti contenute nel documento sottoscritto da tutti i partecipanti: sicurezza sismica per tutte le Scuole dell’obbligo ed invio di musp nelle more della realizzazione, celere ripristino e miglioramento sismico per gli alloggi ERP, requisizione degli alloggi inabitati di V. Longo per l’accoglimento degli sfollati ERP da edifici inagibili. “Sull’argomento Scuole, l’unico di fatto approfondito, i nostri interlocutori come prevedibile, si sono dichiarati d’accordo nel merito, ma genericamente impotenti ad intervenire sulle modalità di esecuzione.”

Al confronto ha preso parte il Vicepresidente Lolli il quale si è mostrato disponibile verso un sollecito intervento legislativo di rango regionale (o nazionale, su proposta della Regione Abruzzo) al fine di stabilire un indice minimo di vulnerabilità sismica al di sotto del quale gli edifici pubblici non possano rimanere aperti. Questa è sicuramente una grande vittoria della delegazione.”

Riferiscono inoltre “Tuttavia, non era presente il Presidente D’Alfonso. Dobbiamo evidenziare, però, che il Vicepresidente Lolli ed il Presidente del Consiglio Lucrezio Paolini hanno assunto preciso e formale impegno per la convocazione di un ulteriore incontro, a strettissimo giro, per una approfondita discussione con il Presidente D’Alfonso.”

I dimostranti anticipano, “al renzianissimo e filogovernativo Presidente” che sono pronti a “contrastare qualsiasi ulteriore tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità, riproponendo le deboli obiezioni, già brevemente rintuzzate, avanzate dalla sua maggioranza per giustificare l’inerzia passata e futura: la preminenza discrezionale del governo centrale, le leggi e le norme esistenti, le lungaggini burocratiche, la penuria di risorse.”

Ricordano poi “che la Costituzione e le leggi attribuiscono enormi poteri alla Regione in tema di tutela della salute, governo del territorio, protezione civile, scuole, diritto all’abitazione, tutela del lavoro, consentendole, tra l’altro di legiferare autonomamente ed in subordine di presentare proposte di legge in Parlamento.”

Ultima modifica il Venerdì, 05 Maggio 2017 16:32