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- Angela Curatolo
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Oggi è venerdì 17, potente in anno bisestile-Le ragioni della sfiga?
Venerdi' 17 molto potente, quest'anno cade in anno bisestile. In Italia e altri paesi di origine greco-latina Venerdì 17 sollecita gli uomini al famoso gesto scaramantico di toccarsi le parti intime, come per allontanare la sfortuna. Quali le radici di questa credenza popolare?

Quest'anno venerdì 17 , secondo gli esperti dovrebbe essere più potente, perchè corre anno bisestile. "Anno bisesto tutte le donne senza sesto" dice un proverbio che starebbe a significare che le donne durante il bisestile diventano "estrose e irrazionali". Non solo le donne sarebbero le vittime del bisesto però, anche le persone più sensibili ai cambiamenti, ombrose. Il proverbio consiglia, "Anno che bisesta non si sposa non si innesta".
Appena giunta la notizia che la Merkell, colta dal bisesto, non viene più a Roma per partecipare all'incontro con Monti.
Cultura popolare e superstizione influenzano la vita, spesso, delle persone che davanti a Venerdì 17 abbassano gli occhi o battuteggiano scaramanticamente. Questo giorno, che presagisce l'incontro potenziale con la "Signora Sfiga", è unione di due elementi negativi: il Venerdì Santo (morte di Gesù) e il numero 17. Il venerdì, come giorno, risulterebbe simbolo di sventura solo in Italia, nel mondo è il giorno in cui nascono i guai. Oltre all'istintivo gesto maschile di toccarsi le parti intime, tradizione consiglia di annullare i flussi incombenti del venerdì 17 con un bel cornetto rosso, tenendolo nella tasca e toccandolo di volta in volta durante la giornata nei momenti tristi e bui...e sperare, sperare tanto.
Le origini della cattiva sorte del 17
I seguaci di Pitagora non vedevano di buon occhio il 17 perchè era tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. Si dice, poi, che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11). Altro particolare che mise in cattiva luce il 17 nasce dalla ignoranza e analfabetismo del Medioevo, durante cui venne interpretato come 17 l'iscrizione sulle tombe antiche Romane "VIXI", ("ho vissuto", cioè ora "sono morto"...) con "XVII".
Un venerdì 17 di parecchi secoli fa, nel Trecento, fu Filippo il Bello in tutta la Francia a dare l'ordine di uccidere tutti i Templari, Ordine di origine sacro-cavalleresco trasformatosi poi in una sorta di banca (per potersi appropriare dei loro beni ed estinguere drasticamente i debiti dello stato verso questo Ordine).
Non si può trascurare, inoltre, che nella Smorfia napoletana il 17 è sinonimo di "disgrazia".
Nella Cabbala ebraica, il 17 è un numero propizio, risultato della somma del valore numerico delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell'ordine danno la parola tôv "buono, bene".
Non sarebbero solo i popoli greco-latini ad essere superstiziosi, nei paesi anglosassoni hanno una certa idiosincrasia per il numero 13. In Spagna, grecia e Sudamerica, invece, il giorno in cui stare accorti è martedì 13.
In Italia non si è indifferenti a questo numero, il tredici a tavola porterebbe male perché nell'ultima cena il tredicesimo era Cristo che finì crocifisso.



