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XII festa di Santa Lucia, viaggio nella tradizione contadina e rituale

XII edizione della festa dedicata a Santa Lucia nel borghetto di Collecorvino. Nella provincia di Pescara, tra sacro e profano, percorso dedicato alla Fede,  tema dell'allestimento, tra gli antichi simboli culinari della tradizione contadina abruzzese, porchetta, vino e arrosticini, tra le terre coltivate, questa sera conclusione della manifestazione.

Un percorso allestito nel borghetto contadino in occasione della festa di Santa Lucia, patrona della contrada, protettrice della vista, culto che l'Abruzzo al Regno delle due Sicilie, infatti è la patrona di Siracusa.

Una storia avvincente quella di Lucia, vissuta nel III secolo D.C.. Santa romana venerata sia dal cattolici e sia dagli ortodossi, la giovane decise di consacrarsi a Cristo riufiutando una proposta di matrimonio. Il pretendente la denunciò come cristiana e non piegandosi all'abiura, subì la minaccia di essere esposta tra le prostitute, lì pronunciò la famosa frase, "Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente". Ebbe la forza di sopportare atroci torture fino alla decapitazione. Controversa la veridicità della storia che vuole Lucia straparsi gli occhi. Divenne, secondo i ricercatori, protettrice della vista per il suo nome, Lucia, Lux.

Il borgo di Santa Lucia, fondato da una comunità greca ortodossa, conserva da secoli il culto della sua patrona.

La pesca di beneficenza a cura delle attiviste della parrocchia, le noccioline, la processione, la messa per onorare la Santa, le bancarelle colorate, la banda,  la porchetta, gli arrosticini, "lu vine bone", tutti si preparano per la serata finale, nel timore della pioggia che possa rovinare tutto.

Il percorso quest'anno che racconta attraverso i quadri allestiti dai ragazzi dell'oratorio, la Fede, attraverso la creazione, le storie del popolo ebraico contenute nella Bibbia, lo spirito Santo.

 

 

 

 

 

 

 

 

I vari quadri illustrati conducono alla fonte del borgo, luogo "sacro" e di primaria importanza, i contadini del posto raccontano, l'acqua che dalla roccia guarirebbe le ferite e proteggerebbe gli occhi.

Parte del percorso.

Benita, residente a Congiunti, originaria di Montebelleo di Bertona, paesino abbarbicato sul Gran Sasso, tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e i Monti della Laga,  protagonista di una delle sagre estive più gustose della provincia, fa da guida e spiega " questo è un borgo antico contadino, è rimasto intatto nelle sue abitudini e tradizioni." Infatti riferisce l'attivista della parrocchia, "in qualsiasi orario vieni trovi gente a lavorare i campi, anche sotto il sole bruciante delle 14."

Benita

Purtroppo molti si sono trasferiti dal borgo verso Congiunti, contrada giovane che prende il nome dal fatto che i due fiumi, Saline e Fino, si incontrano per riversarsi nel Tavo. Un lungo viaggio dall'Adriatico montesilvanese, tra la natura, che conduce nell'entroterra Vestino, ricco di luoghi da scoprire e culture da vivere.

 

 

 

 

 

 

 

La sera a Santa Lucia, alle 20,00 non c'è anima viva per l'unica strada che l'attraversa. La festa è un modo per divertirsi e stare insieme la sera. Ieri sera, per la ricorrenza sono venuti in molti per godere di quella semplicità conservata dagli abitanti, fatta di sane pietanze locali, natura, profumi, rituali e tradizioni.

Un luogo dove la notte è ancora possibile ammirare le stelle.

Questa sera la chiusura della manifestazione.

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