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“Res Extensa” di Jörg Grünert

Mostra immagine a dimensione interaIl Sepolcro Artistico - Mostra d’Arte Contemporanea nella Chiesa di San Giovanni Battista di Penne l’edizione 2010


Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. PESCARA, 31 Marzo ‘10 - Nell’ambito delle celebrazioni della Santa Pasqua sono molte le manifestazioni religiose e culturali organizzate dalle Congreghe e Confraternite del territorio abruzzese. Domani 1 aprile, nel giorno del giovedì santo, nella chiesa di San Giovanni Battista della città di Penne si inaugurerà, alle ore 18.00, la Mostra d’Arte Contemporanea / Il Sepolcro Artistico affidata per questa edizione 2010 all’opera Res Extensa” di Jörg Grünert. In uno spazio complesso e impegnativo, l’intervento dell’artista ha tra le sue qualità la capacità di saldare una storia e una condizione contemporanea con il senso simbolico di ciò che gli è stato chiesto di “commentare” e rendere visibile: il “memento mori”,

il Sepolcro artistico nella sua identità contemporanea. I materiali sono quelli poveri ed essenziali, una trave di legno sconnessa e smangiata dal tempo e dall’incuria diviene l’asse portante della composizione. Nella logica più sana del senso contemporaneo dell’arte che è riflessione complessa e propositiva, quest’intervento non si limita ad illustrare ma, tra relazioni reali, visive e simboliche, lavora intorno al senso della cosa rappresentata. L’evento - a cura di Antonio Zimarino e direzione di Alessandro Rietti - giunto alla quarta edizione è promosso da: Comune di Penne, Regione Abruzzo - A.P.C. Penne, Provincia di Pescara, Associazione Italia Nostra e sarà visibile fino al 18 aprile 2010. L’inaugurazione prevedrà anche l’intervento di Antonio Di Vincenzo con la dissertazione “La processione del Cristo morto di Penne del XVIII secolo tra vera fede e fanatismo” e il recital sulla Passione di Gesù Cristo di Serena Valentini

La storia della Chiesa pennese - un tempo annessa al convento femminile dell’Ordine di Malta – sia per la sua singolarità, che per il fatto di essere uno degli esempi più belli dell’arte abruzzese merita una nota di spazio e di digressione. Nel 1048 alcuni mercanti amalfitani costituirono a Gerusalemme una Confraternita laica dedicata a San Giovanni Battista e, con l’intento di dare assistenza ai pellegrini in visita al Santo Sepolcro, edificarono una casa d’accoglienza nei pressi della Chiesa di Santa Maria Latina. Con il passare del tempo, la Confraternita, acquisita importanza per l’officio svolto e in seguito ad una bolla del 1113 di Papa Pasquale II, divenne Ordine Militare governato da un Gran Maestro e si avvalse dell’opera di suore riunite in collegio. Come i Cavalieri, anche le monache indossavano il mantello nero con la croce bianca ad otto punte. Dopo la conquista definitiva di Gerusalemme da parte del Saladino, le monache, però, furono costrette ad emigrare in Europa; la Regina Sancia D’Aragona fu colei che contribuì maggiormente alla loro protezione e, fin da subito, si cominciarono ad avere tracce di monasteri dell’Ordine Gerosolimitano a Saragozza, nel sud della Francia e anche nell’Italia Meridionale. Il monastero di Penne, originariamente costruito fuori le mura cittadine (presso Borgonovo) e  costituito da monache coriste, cioè nobili, e da converse, non nobili, fu uno dei più antichi: la sua fondazione, secondo gli storici ottocenteschi, risalirebbe al 1230. Nel XV secolo, durante la guerra tra angioini e aragonesi per il dominio dell’Italia Meridionale, il Borgonovo fu distrutto e le gerosolimitane furono costrette a trasferirsi all’interno della Città, pur proseguendo la loro attività di assistenza agli infermi e ai derelitti. È dell’inizio del 1500, dunque, il nuovo progetto di rifacimento del monastero, con annessa chiesa di San Giovanni Battista. L’edificio, vista l’importanza, fu abbellito nel corso dei secoli con opere fra le più pregevoli dell’arte abruzzese: tele, stucchi, pavimenti e sculture. In seguito alle imprese napoleoniche e i moti risorgimentali, però, molti Ordini religiosi si sciolsero e questo monastero non fu escluso. Il declino inarrestabile lo portò fino al danneggiamento fisico che, solo fra il 1995 ed il 2000, si è arginato grazie alla parziale ristrutturazione del manto di copertura e il consolidamento delle volte e della cupola. FAI e Italia Nostra, recentemente, hanno inteso far rivivere questo luogo sacro attraverso progetti e manifestazioni culturali che, grazie anche ad una simile cornice di pregio, dovrebbero acquisire una fruibilità ed un’importanza maggiore.

AbruzzoPress

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