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MINORI. AUTISMO, MIGLIORANO SE C'È CAPACITÀ COMPRENSIONE INTENZIONI

 

Benessere

 

IDO: LEGATA AD ASPETTI EMOTIVI. DOPO 2 ANNI TERAPIA 27 SU 100 FUORI DA SINDROME

 

 

 

 

 

Roma, 15 ottobre - La valutazione della capacità di comprendere le intenzioni altrui in un bambino autistico, al momento della presa in carico, è il miglior predittore di un’evoluzione positiva della sintomatologia. Lo conferma una ricerca dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), che ha somministrato a 100 bambini autistici (di cui 68 con autismo e 32 coinvolti nello spettro autistico inseriti nel progetto terapeutico evolutivo Tartaruga) e a 50 minori non autistici, ma con ritardo di sviluppo e disabilità intellettive, la prova dell'Intention condition of behavioral enhancement procedures di Meltzoff, adottata nel 2007 da Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell'IdO.

Dallo studio è emerso che il deficit di tale capacità è una caratteristica specifica dell'autismo in quanto, non risultando compromessa nel gruppo di controllo con disabilità intellettiva, evidenzia la sua natura più socio-relazionale che cognitiva. Infatti, a distanza di due anni dalla prima prova e in seguito a un lavoro terapeutico centrato sul corpo e sugli aspetti emotivo-relazionali, 27 bambini su 100 sono usciti dalla sindrome e 6 hanno migliorato la loro sintomatologia passando da una condizione di autismo ad una di spettro autistico.

Lo studio sarà presentato al XVI Convegno nazionale dell’IdO su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti dei bambini’, da domani nella Capitale.

DIFFERENZE TRA AUTISMO E SPETTRO GIA' DALLA PRESA IN CARICO – Dalla prima valutazione, effettuata al momento della presa in carico, è risultato che i 68 bambini autistici hanno riportato punteggi più bassi nella capacità di riconoscere gli stati mentali, desideri ed emozioni in se stessi e negli altri, sia rispetto ai 32 bambini coinvolti nei disturbi dello spettro autistico, che ai 50 appartenenti al gruppo di controllo (entrambi caratterizzati da ritardo cognitivo).
RISULTATI DOPO DUE ANNI DEL PROGETTO TARTARUGA – La valutazione è stata ripetuta dopo due anni di trattamento all'interno del progetto evolutivo Tartaruga, e dei 68 bambini che rientravano nell’autismo 11 sono passati nella condizione di spettro autistico e 6 sono usciti dall’autismo. Analogamente, dei 32 bambini dello spettro, che presentavano una capacità di comprendere le intenzioni altrui simile a quella mostrata dai bambini del gruppo di controllo- rivela l'equipe dell'IdO- 21 di questi sono usciti dall’autismo”.
IL QI AUMENTA CON LA CAPACITA' DI COMPRENSIONE INTENZIONI ALTRUI - Il Quoziente Intellettivo (QI) “aumenta significativamente in base alla presenza della capacità di comprensione delle intenzioni altrui, perché predice un potenziale intellettivo ingabbiato in una dimensione autistica. I 21 bambini che sono usciti dall’autismo- sottolinea lo studio dell'IdO- sono passati da un punteggio medio di QI pari a 60 ad uno di 84. Ovvero da una situazione di ritardo ad una di livello medio inferiore. Lavorare quindi sul corpo- aggiungono i clinici- abbassa le difese e consente al potenziale emotivo inespresso di emergere anche a livello cognitivo”.
CHIAVE DI VOLTA IL LAVORO SOCIO-RELAZIONALE SU ASPETTI EMOTIVI – Da questi risultati emerge che “l’aspetto cognitivo rappresenta la conseguenza di un lavoro socio-relazionale centrato sugli aspetti emotivi e corporei. Se tale capacità fosse infatti connessa solo all’aspetto cognitivo- spiega la ricerca- ci sarebbe dovuto essere un deficit anche tra i bambini del campione di controllo con ritardo cognitivo. Invece, si tratta di una capacità deficitaria tipica dell’autismo, in quanto gli autistici hanno difficoltà nella comprensione degli stati mentali. Capacità- ripetono gli autori- che si sviluppa a partire dalla relazione psicologica ed emotiva con l’altro. La componente cognitiva aiuta a comprendere le azioni criteriali, ma è la motivazione sociale che li porta a riconoscere e condividere le emozioni con l'altro. I bambini con autismo possono presentare la comprensione cognitiva della funzione dell'oggetto- chiariscono gli psicoterapeuti dell'IdO- ma la comprensione socio-emotiva risulta particolarmente co mpromessa”.
IL CAMPIONE – L'IdO si è avvalso di due campioni di studio: uno formato da 100 bambini autistici (19 femmine e 81 maschi) con punteggi medio di QI pari a 60, di cui 68 con autismo e 32 coinvolti nello spettro autistico, di età media 5 anni e 7 mesi, in un range che va da 3 a 13 anni (tutti valutati con il test Ados - Autism diagnostic observation schedule); un campione di controllo di 50 bambini (20 femmine e 30 maschi) non autistici, ma con ritardo dello sviluppo, principalmente disabilità intellettive, di età media di 6 anni e 5 mesi in un range dai 3 agli 11 anni con punteggio medio di QI pari a 67, ovvero indice di un ritardo cognitivo di una certa importanza.
L'ETÀ CRONOLOGICA INCIDE SOLO NELL'AUTISMO – L’età ha un effetto significativo sulla capacità di comprendere le intenzioni solo nei bambini con autismo: i bambini della fascia 3-5 anni, con condizioni più severe di autismo, registra punteggi più bassi rispetto a quella dai 6 ai 13 anni. “È evidente che il bambino più grande abbia generalmente già raggiunto un adattamento emotivo relazionale che possa permettergli almeno una differenza di espressione di qualche competenza. Rimane però che la presenza di tale capacità nella valutazione iniziale risulti l’elemento determinante per definire una sua evoluzione. E in un’ottica di diagnosi precoce- afferma l'IdO- ci aspettiamo che anche i bambini dai 6 ai 13 anni possano migliorare su tutti i piani con una terapia di mantenimento”.
COME FUNZIONA IL TEST – Il test è utile perché rapido e di facile somministrazione. Richiede un breve tempo di attenzione da parte del bambino ed è efficace anche nei casi di sintomatologia severa. La versione adottata da Di Renzo si compone di quattro elementi: un oggetto a forma di manubrio con le due estremità scomponibili; un piolo di legno con associato un cappio di nylon che può essere appeso al piolo; 1 contenitore con una collana di perle; e, infine, un quadrato di plastica trasparente con un foro circolare al centro, che può essere infilato in un piolo posto su una base della medesima grandezza. Per ogni oggetto, vengono mostrati al bambino 3 tentativi falliti di compiere un'azione, poi si lascia l'oggetto sul tavolo davanti al minore e gli viene detto 'ora tocca a te'. Successivamente, si attribuisce un punteggio da 0 a 4 in base al numero di azioni criteriali eseguite dal bambino per ciascuna prova, all'interno di una finestra temporale di 20 secondi dal momento in cui l'oggetto gli viene consegnato. In questo modo, è possibile vedere, per ognuno di questi gesti, se il bambino ha compreso le intenzioni che l’altro aveva in mente nell'effettuare l’azione, anche se eseguita in modo errato. Le risposte del bambino potranno essere varie: non prestare attenzione allo stimolo, perdersi in una manipolazione stereotipata e/o sensoriale dell'oggetto, continuare in una ripetizione del tentativo fallito o approssimare l'azione criteriale.

SALUTE. AUTISMO, IDO: CON TCE INDAGATE LE EMOZIONI DI 300 BAMBINI

 

PREDITTIVO DELL’ADOS, INDICA SU QUALE AREA È NECESSARIO LAVORARE

 

 

Roma, 15 ottobre - Se è impossibile trovare la risposta empatica nel bambino con autismo, è invece possibile rintracciare quella emozionale e predittiva dei suoi potenziali passaggi evolutivi grazie al Test sul contagio emotivo (Tce). La nuova scala di osservazione è il più rapido strumento di rilevazione dei precursori dell’empatia oggi disponibile. Ideata e testata dall’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) su 300 bambini con disturbo dello spettro autistico negli ultimi 3 anni, verrà presentata nella Capitale da Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO, in occasione del XVI convegno nazionale dell'IdO su 'Il processo diagnostico nell'infanzia'.

VALORE PREDITTIVO DEL TCE PER L’ADOS 2- Ai fini della valutazione della validità del Tce l’IdO ha somministrato al campione in esame anche un altro strumento già validato, ossia l’Ados, che valuta costrutti simili (i comportamenti socio-comunicativi). I punteggi dei due test sono risultati inversamente correlati, evidenziando come all’aumentare del livello di contagio emotivo dei bambini sia diminuito significativamente il punteggio Ados, e quindi il grado di autismo.
L’ULTIMO CAMPIONE TESTATO È DI 84 BAMBINI- Attualmente sono in carico all’IdO 120 bambini autistici. Da questo gruppo è stato estratto in maniera random un campione di validazione di 84 soggetti con sindrome autistica, di cui 71 (84.5 %) maschi e 13 (15.5%) femmine a cui è stato recentemente riproposto il Tce. Il valore predittivo del Tce per l’Ados è risultato in maniera significativa: all’aumentare di un’unità di Tce, l’Ados misurato al follow-up (a distanza media di 5 mesi dalla prima somministrazione del Tce) diminuisce di -2.9 punti in maniera statisticamente rilevante [B = - 2.9 ; 95% CI= (- 3.84 ; - 1.9) ; p = 0,000]. Questo ha permesso di pianificare interventi precoci e più efficaci (le analisi sono state svolte con il software SPSS 15,0). MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE- Il Tce è stato somministrato da due operatori diversi, indipendenti e impossibilitati a comunicare a vicenda i risultati ottenuti, per poter effettuare dopo circa due mesi un re-test da parte del primo operatore sul medesimo campione di sperimentazione. Al fine di misurare l’attendibilità test/re-test e l’attendibilità inter-valutatori è stato utilizzato il coefficiente di correlazione intraclasse .
OGGETTO D’INDAGINE- Il Tce permette di individuare la presenza o l’assenza di risposta emozionale e, quindi, il livello di disponibilità o meno alle interazioni sociali nel bambino con disturbo dello spettro autistico, indagando il sistema cinesico ( tra cui l’espressione mimica del volto, i movimenti oculari, i cambi posturali e i gesti), il sistema vocale (l’intonazione della voce), il sistema aptico (il contatto fisico) e il sistema prossemico (la distanza). Il tutto legato a 4 differenti emozioni: felicità, tristezza, paura e rabbia. Le risposte possibili sono quindi assenza, presenza (con principio di contagio emotivo e contagio emotivo) ed empatia. La compilazione del protocollo di codifica da parte degli operatori può essere completata in 10 minuti poiché avviene contestualmente alla somministrazione.
COS’È IL CONTAGIO EMOTIVO- Il contagio emotivo consiste nella tendenza a imitare in modo automatico e involontario le espressioni facciali, vocali, posturali di un’altra persona, e di conseguenza a convergere emotivamente. È presente nelle primissime fasi dello sviluppo in cui c’è una mancanza o un’incompletezza della differenziazione di sé e dell’altro.
A CHI PUÒ ESSERE SOMMINISTRATO IL TCE- Oltre a bambini con disturbo dello spettro autistico, attualmente il Tce è somministrato anche a soggetti di 2 anni con mutismo selettivo e di 3 anni con sospetto disturbo depressivo, psicosi non organica, gravi disturbi della relazione e dell’attaccamento. Può essere somministrato anche su minori normodotati in un’età compresa tra i 10 e 24 mesi.
DA DOVE E’ PARTITO L’IDO NELLA COSTRUZIONE DEL TCE- L’assunto di base che guida il lavoro dell’IdO è che nei bambini con disturbo dello spettro autistico il deficit primario si collochi nell’area affettiva, determinando compromissioni nella dimensione cognitiva. La ricerca degli step che definiscono il progetto che porta all’empatia diventa indispensabile per definire un indice diagnostico e prognostico.
DALLA RISPOSTA EMOZIONALE ALLA CORRETTA CURA- Rilevare il tipo di risposta emozionale – contagio emotivo – permette di individuare quale sia l’emozione rilevante per ciascun minore. Ossia su quale area emozionale è necessario lavorare affinché l’area dello sviluppo che si riferisce alla simulazione incarnata (comportamenti imitativi del corpo, riproduzione automatica, non consapevole, pre-riflessiva degli stati mentali dell’altro) possa riavviare il processo evolutivo.
IL TCE È DISTRIBUITO DA HOGREFE- Il ‘TCE - Test Contagio Emotivo’, ideato dalle psicoterapeute dell’età evolutiva dell’IdO Magda Di Renzo e Marianna Stinà, è un protocollo di somministrazione e codifica standardizzata. Si compone di un manuale e un video-test, presentando 16 campi di osservazione per ognuna delle 4 emozioni di base.

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