Cronaca
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I primi 34 corpi delle vittime dell'incidente dell'aereo russo che si e' schiantato stamane nella penisola del Sinai sono arrivati in serata Al Cairo. Le salme sono state trasportate dal luogo della sciagura, in una zona montagnosa e di difficile accesso, fino alla capitale egiziana su aerei militari.
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Lo schianto, che ha provocato la morte di i tutte le 224 persone a borso, 217 passeggeri di cui 17 erano bambini e sette membri dell'equipaggio, e' avvenuto poco dopo il decollo, nella localita' di Sharm el-Sheikh. Si trattava di un aereo di linea della compagnia russa Metrojet: un Airbus A-321 che da Sharm-el-Sheikh era diretto a San Pietroburgo.
Il gruppo fondamentalista egiziano legato all'Isis e attivo nella penisola del Sinai ha rivendicato l'abbattimento dell'Airbus 321 della compagnia low cost russa Metrojet, che stamane e' costato la vita a 224 persone. "I soldati del 'califfato' sono riusciti ad abbattere un aereo russo nel Sinai", recita una dichiarazione che sta circolando sui siti jihadisti.
Intanto all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, dove l'aereo doveva atterrare, e in un albergo vicino, decine di psicologi e medici forniscono assistenza medica ai familiari delle vittime. La "stragrande maggioranza" delle vittime erano residenti a San Pietroburgo, la destinazione finale del volo.
Lo ha reso noto il vice governatore della citta' Olga Kazanskaya, come riporta la Tass. "C'erano anche passeggeri dalle regioni di Pskov, Novgorod, Leningrado e un cittadino ucraino ma quelli che non erano da San Pietroburgo si contano sulle dita delle mani", ha detto. San Pietroburgo, l'ex Leningrado, e' la citta' natale del presidente Vladimir Putin.
Nel comunicato fatto circolare anche su Twitter "i combattenti dello Stato Islamico" precisano che l'aereo "trasportava 220 crociati russi. Sono rimasti tutti uccisi, grazie a Dio". Il comunicato e' apparso anche sul sito web Aamaq che agisce come agenzia di notizie ufficiosa del 'califfato'. La rivendicazione dei jihadisti egiziani di aver abbattuto il jet russo non e' considerata attendibile ne' da Mosca ne' dal Cairo. Scettico il ministro dei Trasporti russo, Maxim Sokolov: "Al momento su vari mezzi di informazione c'e' la notizia che l'aereo passeggeri...sarebbe stato abbattuto da un missile antiaereo, lanciato da terroristi: questa notizia non puo' essere considerata attendibile". Anche le forze di sicurezza egiziane si sono dette scettiche sulla rivendicazione da parte della filiale egiziana dell'Isis. "Possono sbandierare qualsiasi tipo di dichiarazione, ma non ci sono prove al momento che i terroristi siano responsabile di questo incidente", ha detto al quotidiano britannico Guardian il portavoce dell'esercito, Mohamed Samir. "Conosceremo la verita' - ha aggiunto - quando l'Autorita' per l'Aviazione Civile, in collaborazione con le autorita' russe, avra' completato le indagini. Ma l'esercito non ritiene autentici le loro rivendicazioni o i loro video".
Dopo l'annuncio del lutto nazionale, indetto per domani in Russia dal presidente Vladimir Putin per il disastro aereo nel Sinai, tv e radio non hanno deciso di sospendere i programmi di intrattenimento, lo stanno comunicando gradualmente praticamente tutte le principali emittenti televisive e radiofoniche. In tutto il Paese inoltre saranno issate bandiere a lutto.
Due delle piu' importanti compagnie aeree europee, la tedesca Lufthansa e l'Air France-KLM, hanno deciso di non volare piu' sopra la penisola del Sinai fino a quando non si chiariranno le cause dello schainto. "Abbiamo preso la decisione di evitare l'area perche' la situazione e le ragioni dello schianto non sono chiare", ha fatto sapere un portavoce della Lufthansa. "Continueremo ad evitare la zona fino a quando non si sara' chiarito che cosa ha causato l'incidente". La compagnia di bandiera tedesca ha meno di 10 voli al giorno che sorvolano la penisola del Sinai. Anche una portavoce della AirFrance-KLM ha confermato che la compagnia ha messo in atto "misure per evitare che i voli sorvolino la zona del Sinai".



