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METANODOTTO LARINO-CHIETI, RISPETTA LE NORME COMUNITARIE?

Abruzzo

E' ciò che mira a sapere dalla Commissione europea, l'eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini, con l'interrogazione sulla realizzazione del nuovo metanodotto Larino-Chieti, in relazione al rispetto delle norme comunitarie in tema di tutela ambientale e paesaggistica.

L'esponente pentastellato ha chiesto alla Commissione di far sapere se le autorità italiane stanno rispettando la Direttiva Ue 42/2001/Ce e se, per poter dare le autorizzazioni per la realizzazione del metanodotto, andrebbe prima predisposta, in via preliminare, una procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas).

Dai documenti - viene spiegato nell'interrogazione - si evince che il metanodotto, dovendo avere una lunghezza di oltre 113 chilometri, non può essere definito un progetto che interessa piccole aree a livello locale e quindi dovrebbe essere sottoposto alla Valutazione ambientale strategica (Vas) in base all'art. 2, lettera a), della Direttiva 42/2001/Ce, così come previsto per tutti i piani e i programmi che riguardano il settore energetico.

Il progetto, che é attualmente in fase di procedura di Via regionale (Valutazione di impatto ambientale), è stato presentato sul sito della Regione Abruzzo il 23 dicembre 2014 dalla Società Gasdotti Italia S.p.A. Insieme al progetto, sono stati pubblicati lo Studio di impatto ambientale, la Sintesi non tecnica, lo Studio di incidenza e la Relazione paesaggistica. Il metanodotto prevede due allacciamenti, uno all’area di stoccaggio Cupello, autorizzata e in esercizio, e l’altro all’eventuale area di stoccaggio Sinarca.

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