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Pdl: Scissione sì, scissione no, questione di Lega o di numeri?

 Il premier: ''Attendo una risposta di Fini spero che sia positiva''.

Frattini: ''Una rottura sarebbe la morte del Pdl. Aspettiamo la direzione nazionale''.

Giovedì la direzione nazionale e la risposta di Fini.

Granata: ''Circa 45-50 i deputati che condividono la sua linea''.

 

 

17 aprile 2010- Ci sarà oppure no questa scissione? Fini lascia aperta la porta mentre fa i suoi conti. La risposta definitiva sarà data Giovedì mattina, alle 10, si terrà una riunione della direzione nazionale del Popolo della libertà, allargata ai gruppi parlamentari di Camera, Senato e Parlamento europeo. L'appuntamento è all'Auditorium di via della Conciliazione. All'ordine del giorno: analisi del voto e riforme.

Intanto tra polemiche e pettegolezzi maliziosi le dichiarazioni di Frattini sembrano illuminanti sulla questione:"Sono stati affrontati dei nodi politici" e aggiunge: "Berlusconi lavora per riportare nella discussione che si avrà giovedi' nella direzione nazionale un dibattito su tutto. Berlusconi non deve dare la soluzione -inoltre precisa- lui ha detto sono disponibile a un dialogo politico su tutti questi temi". Il tema che interessa di più è quello della posizione della Lega nella coalizione se è così rilevante a tal punto da dettare l'agenda di governo ma il ministro nega questo atteggiamento.

La situazione corrente invita a commentare le varie autorità politiche del PDL perchè nel caso cambino le cose bisognerà, comunque, adottare un conseguente atteggiamento .“Il governo andrebbe avanti, intendiamo scongiurare l'ipotesi di elezioni anticipate", ha risposto Berlusconi in previsione di crisi di governo in conseguenza dei gruppi parlamentari prospettati da Fini.

Angelino Alfano, invece, non sembra essere proprio di questa opinione "Se la maggioranza che ha vinto le elezioni non e' piu' tale si chiede un'opinione al corpo elettorale, cioe' si torna dalla gente a chiedere parere". Il ministro della Giustizia sottolinea che "abbiamo una considerazione del bipolarismo che contiene un fatto etico: si dice in anticipo agli elettori quale e' la maggioranza di governo in base a un programma".(AGI) .

La formazione di tali gruppi renderebbe incompatibile la possibilità che Fini rimanga alla presidenza della Camera, questa la posizione di Berlusconi che aggiunge "tutti i presenti hanno espresso la valutazione che la differenziazione in gruppi parlamentari significherebbe scissione".

Berlusconi ha letto il documento votato all'unanimità, anche dal finiano Italo Bocchino, nel quale si chiede a Fini di "desistere da iniziative trapelate da agenzie circa la costituzione di propri gruppi per continuare insieme la grande avventura del Pdl in cui si riconoscono tutti gli italiani che non votano a sinistra".

Il ministro finiano Andrea Ronchi ha confermato i contenuti del documento, aggiungendo che "si auspica una ricomposizione e un incontro con Fini che avverrà alla direzione del partito giovedì prossimo. A questa direzione Fini dirà che il partito va consolidato, rafforzato e non distrutto".


Per il ministro degli Esteri Franco Frattini "nessuno vuole credere ad una rottura che se si realizzasse sarebbe la morte del Pdl e un grave danno per l'immagine dell'Italia a livello internazionale", come ha detto lasciando la riunione.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: "Personalmente non accetto l'idea di una scissione del Pdl. Bisogna assolutamente lavorare per ricomporre l'idea del partito".  

Per il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, "se si spacca il Pdl penso che sia estremamente difficile proseguire la legislatura: stiamo lavorando perché ciò non avvenga".

Ma intanto si cominciano a fare i conti. ''Siamo a quota 50. Abbiamo la certezza che sono circa 45-50 i deputati che condividono la linea del presidente'' dice Fabio Granata al termine di un colloquio con Fini. ''Alla riunione di martedì prossimo alla Sala Tatarella - assicura Granata - verranno tutti i parlamentari ex An. Molti vogliono capire cosa sta succedendo e riflettere. E' già politicamente importante che si sia aperta una riflessione interna. Stavolta non si torna indietro, si fa sul serio, ma non c'è nessuna volontà precostituita di rompere. Se Berlusconi ci risponderà sull'organigramma e sulle questioni politiche, come la Lega, siamo pronti a discutere'', afferma Granata.

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