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Il Pescara si riscatta

Sport

DI AMERIGO ORSINI

Convincente prestazione dei biancazzurri, che superano 2-1 il Perugia all’Adriatico e si riscattano dopo il deludente esordio di Livorno.


 

Il Delfino batte il Grifone e si rilancia in campionato dopo l’umiliante 0-4 subìto in terra labronica. Le strigliate di mister Oddo sembrano aver funzionato perché il Pescara scende in campo con un altro atteggiamento, convinto dei propri mezzi e ben deciso a raccogliere l’intera posta in palio: nessuna sbavatura in difesa, maggior filtro a centrocampo e discreti i fraseggi delle due punte, supportate da Valoti nel ruolo di trequartista.

A sbloccare il risultato ci pensa al 30’ capitan Memushaj, che riprende da dove aveva lasciato: suo l’ultimo gol dello scorso anno all’Adriatico (il rigore contro il Vicenza nella semifinale playoff), suo il primo della nuova stagione, ancora dal dischetto e sempre sotto la Curva Nord; penalty accordato dal direttore di gara Pinzani per un doppio intervento falloso di Fabinho su Zampano e di Mancini su Cocco. Il vantaggio pescarese giunge dopo un clamoroso palo centrato da Lapadula e prima di altri due tentativi di Torreira e dello stesso Lapadula, sventati dal numero uno perugino Rosati.

Per la prima sortita offensiva degli umbri bisogna attendere il 50’, quando è l’estremo difensore biancazzurro Aresti (che non fa rimpiangere il titolare Fiorillo, squalificato dopo l’espulsione rimediata a Livorno) ad opporsi a Parigini lanciato a rete. Decisamente sottotono la prestazione della coppia d’attacco del Grifone, formata dal duo Ardemagni-Lanzafame, mentre è tremendamente efficace l’innesto di Caprari che, subentrato a Cocco al 75’, impiega meno di un minuto per depositare in rete il pallone del 2-0, dopo un perfetto assist in profondità di Lapadula. Un po’ polemica l’esultanza dell’ex romanista nei confronti del pubblico dell’Adriatico, che lo aveva beccato in fase di riscaldamento: ma, come sempre accade nel calcio, basta un gol per trasformare i fischi in applausi.

L’ultimo sussulto al 91’, quando Di Carmine realizza la rete della bandiera perugina nell’unica distrazione della difesa biancazzurra: i tre punti, comunque, se li prende il Delfino.

Può finalmente sorridere Massimo Oddo in sala stampa: "Devo fare i complimenti ai ragazzi, che hanno saputo reagire alla grande, così come avevo richiesto loro durante la settimana; eravamo tutti consapevoli di aver disputato una brutta gara a Livorno e c'era bisogno di dare un segnale forte. Mi dispiace di aver preso quel gol nel finale, perché non lo meritavamo. Adesso andiamo avanti così, con la stessa determinazione mostrata oggi".


PESCARA (4-3-1-2): Aresti; Zampano, Fornasier, Zuparic, Crescenzi; Verre, Torreira (69' Mandragora), Memushaj; Valoti (58' Benali); Lapadula, Cocco (75' Caprari). All.: Oddo.

PERUGIA (3-5-1-1): Rosati; Mancini (46' Parigini), Volta, Rossi; Del Prete, Rizzo, Salifu (74' Di Carmine), Spinazzola, Fabinho; Lanzafame (59' Della Rocca); Ardemagni. All.: Bisoli.

Arbitro: sig. Pinzani di Empoli.

Marcatori: 30' rig. Memushaj, 76' Caprari, 91' Di Carmine.

Note: ammoniti Aresti, Torreira, Volta, Benali, Caprari, Rizzo; spettatori 8.189 per un incasso di € 52.398.

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