Archi (Ch), 28 luglio 2026 – Centinaia di ballerini provenienti da Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Puglia e Abruzzo hanno partecipato alla seconda edizione di “Pichuco Festival, omaggio ad Anìbal Troilo”, che si è svolta nello scorso fine settimana ad Archi, in provincia di Chieti. L’evento, organizzato dall’associazione Pichuco and Friends, con il patrocinio del Cram, del Comune di Archi, con l’Alto patrocinio della Regione Abruzzo e con la direzione artistica del Maestro Simone Marini, si afferma tra gli appuntamenti di riferimento del panorama nazionale dedicati al tango argentino.
Musica, ballo, arte, dibattiti e intrattenimento hanno animato il cuore del centro storico del borgo autentico abruzzese nel ricordo di Troilo, celebre bandoneonista, compositore e direttore d’orchestra argentino, con radici archesi. Pichuco, nome affettuoso datogli dal padre che poi lo identificò nel corso di tutta la sua vita, imparò a suonare il bandoneón fin da bambino e, nel corso della sua carriera, contribuì in modo decisivo all'evoluzione del tango. Troilo collaborò con alcuni dei più importanti artisti del suo tempo, dando vita a interpretazioni diventate dei classici del repertorio argentino. Come compositore, firmò brani celebri come Sur, Barrio de tango e Responso, che ancora oggi rappresentano pietre miliari del tango. L'eredità di Aníbal Troilo continua a influenzare musicisti e appassionati di tutto il mondo.
Tra gli ospiti dell’edizione 2026 Francisco Torné, nipote del grande musicista argentino e membro dell’Academia Nacional del Tango, arrivato per il secondo anno ad Archi per partecipare al festival, il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini e l’orchestra Lo que vendrá, con Daniela Fidanza al pianoforte, Pasquale Lancuba e Fernando Mangifesta ai bandoneon, Mario Pace e Angela Di Giuseppe ai violini, Claudio Mangialardi al contrabbasso e Federico Pierro alla voce.
Ad impreziosire l’evento la presenza dei maestri e ballerini di fama mondiale Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero, che hanno incantato il pubblico con i loro spettacoli e hanno partecipato a diversi momenti del programma. Considerato tra i più importanti interpreti e divulgatori del tango nel mondo, Zotto ha portato sul palco non solo la sua arte, ma anche una storia personale profondamente legata all’Italia. L’artista infatti è figlio di una famiglia di immigrati italiani originari di Campomaggiore, in Basilicata: il nonno paterno emigrò in Argentina alla fine dell’Ottocento. “Archi è un paese meraviglioso con tanta storia – ha sottolineato il maestro Zotto - siamo felici di essere qui, nel luogo da dove partirono i nonni paterni di Aníbal Troilo prima di emigrare in Argentina. Questo festival internazionale dedicato al grande Pichuco celebra l’eredità artistica di uno dei più grandi musicisti del Novecento, ma anche il legame che unisce Italia e Argentina che trova nel tango una delle sue espressioni più autentiche”.
Tanti i momenti dell’intenso programma del festival: lo spettacolo dei Folk in Movimento, la presentazione del romanzo “I cinque angoli – Aníbal Troilo, storie di tango” di Andreina Di Girolamo e momenti e spazi dedicati all’arte a cura degli artisti Carla Cerbaso, Pasquale Lucchitti, Monica Chiavarini, Catia Valerio, Antonia Ciccarelli, Luciana Spinelli, Olga Sungurova, Tiziana De Bartolo e Stefy Ponzy.



