Orsogna si prepara ad accogliere una nuova stagione di teatro dialettale all’insegna
della convivialità, della cultura popolare e dello humour.
Presso il Teatro Camillo De Nardis prende il via il cartellone 2025/2026, promosso
da I Guardiani dell’Oca con la direzione artistica di Zenone Benedetto, un
appuntamento ormai divenuto un punto di riferimento per gli amanti della commedia
in vernacolo.
La rassegna si apre il 30 novembre alle ore 17:30 con la rappresentazione “Ma come
si chiame?”, frizzante commedia in due atti nata dalla penna di Tonino Ranalli e
guidata dalla regia attenta e vivace di Betty Gianforte.
A portarla in scena è la compagnia La Bottega del Sorriso, realtà teatrale ormai
amatissima dal pubblico locale, capace di mescolare spontaneità, ritmo comico e una
forte componente di umanità.
La commedia racconta come nelle famiglie abruzzesi e meridionali di una volta vi
siano delle tradizioni importanti da rispettare, come ad esempio quella di
“rinnovare” il nonno, usanza che però non va molto giù alla coppia protagonista
dello spettacolo. Tutto questo genera diverbi tra loro e fraintendimenti e equivoci con
i nonni in una sarabanda pericolosa, ma divertentissima per lo spettatore.
La povera coppia è costretta a barcamenarsi tra i vari personaggi della commedia, e
intanto non sapendo quale sarà il nome del piccolo, un solo grido si alza da tutti “Ma
come si chiame?”.
Uno spettacolo divertente, dal ritmo vivace e situazioni esilaranti, in cui ci si
riconoscerà nelle piccole manie, nei fraintendimenti e nelle relazioni buffe dei
protagonisti.
La rassegna prosegue il 10 e 11 gennaio, sempre alle 17:30, con “Parappattepace”
di Plinio Silverii, per la regia di Fabio Di Cocco, messo in scena dal Teatro di
Plinio: un lavoro ironico e dinamico, che esplora con umorismo la vita quotidiana e
le sue nevrosi, tra linguaggio popolare e acuta osservazione sociale.
Il terzo appuntamento è fissato per il 1º febbraio alle 17:30 con “La casa di
famiglia”, commedia di A. Fornari, V. Fornari, A. Maia e V. Sinopoli, diretta da
Adriana Coletta e interpretata dalla compagnia Amici Nostri. Un testo corale che
racconta il microcosmo domestico, tra affetti, conflitti e gag irresistibili.
Ultimo appuntamento il 1º marzo alle 17:30 con “Oggè me spose... e dumane
divorzie”, opera scritta e diretta da Antonio Potere, portata in scena dal gruppo I
Marrucini: una satira brillante sul tema del matrimonio moderno e sulle sue rapide
evoluzioni, tra tradizione e ironia pungente.
POSTO UNICO € 12.00
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