politica
- angela curatolo
- Politica
- Visite: 996
Tasse: condona, abbassa e scarica. Solo così si può aiutare l'Italia
Politica/l'opinione
di Angela Curatolo
"Le tasse alte hanno originato povertà. Chi impone tasse elevate riceve da pochi". Pedro FERNÁNDEZ NAVARRETE (1632)

La busta paga di un dipendente ha un prelievo mensile pari ai due terzi di quello che guadagna. 900 euro circa? In tasca avrà 300 euro circa. Stessa situazione per chi ha una partita Iva, con l'aggravio che con quella parte su tre che gli rimane deve pagare le spese, i fornitori, etc. Una persona, dipendente o possessore di P.Iva, se guadagna 1milione di euro all'anno, con un terzo, non muore di fame, ma se a uno, dopo aver pagato le imposte, rimangono 300 euro, come fa a tirare la carretta? Il suo lavoro non vale meno di altri.
In Italia le regole colpiscono solo ed esclusivamente chi lavora sul serio per vivere e pagare. Le imposte, oggi, scontentano tutti, anche quelli che acchiappano uno stipendione pubblico esagerato. Tra l'altro pagato anche con le tasse di chi guadagna meno di 1000 euro al mese.
Le regole sono una trappola in questo Paese dove alla fine chi ci rimette l'osso del collo è sempre il dipendente o piccolo possessore di P.IVA. Chi li protegge gli italiani?
E siccome la vita è adesso, nel qui e ora, è inutile prendersi in giro con la stessa identica tiritera che hanno rifilato ai nostri nonni e ai nostri padri: “pensiamo a loro, i nostri figli”; per assurdo lo dice anche chi non ne ha di figli.
Una bella scusa per temporeggiare, anche i nostri avi hanno pensato alle generazioni future e hanno vissuto solo tanti sacrifici e questa è l'arte che hanno lasciato agli eredi. Ora la generazione futura è quella che abita in terra adesso, i figli dei figli vivranno il proprio tempo, quello che non stiamo facendo noi, andando dietro alle furbizie di chi comunque non è capace o non può, non vuole risolvere il problema unico e solo: la tassazione troppo alta.
Una tassazione che serve a pagare il debito pubblico?
Una tassazione che serve a migliorare la sanità? La vita degli anziani e dei bisognosi?
Una tassazione che serve a dare un'occasione di occupazione ( dipendente o imprenditoria), una casa per tutti?
Una tassazione che serve a migliorare la scuola, la formazione?
Sorgono molti dubbi sulle ragioni di questa incomprensibile pressione fiscale che sta portando all'esasperaizone, alla depressione, alla automatizzazione, all'individualismo le persone più sensibili, momentaneamente più fragili e in difficoltà.
Una destinazione dei soldi sicuramente è per pagare stipendioni a managers, politici, incaricati dei politici, cda, presidenti, sottosegretari, dirigenti, elargizioni a fondazioni e altro.
Siamo tutti furbacchioni, prendiamone coscienza.
Prendere coscienza di chi siamo: un popolo di furbacchioni che non rinuncia ai benefici di cariche istituzionali, anzi, in momenti di magra e disperazione vivono con i soldi dei disperati, ovvero noi cittadini senza più nulla, “neanche gli occhi per piangere”.
Una volta preso coscienza di questo, abbandoniamo i moralismi, le strumentalizzazioni, il falso senso di giustizia, l'ipocrisia che ha sempre fatto la sua parte e ammettiamo che le piaghe della nostra società non le possiamo negare perchè sono così profonde che coinvolgono tutti anche quelli che dicono, "io no, io no".
Bravissimi a tapparsi il naso, la furbizia spicciola è un'ombra indelebile nella coscienza italiana, che fa comodo proiettare sugli altri, bensì sarebbe più onesto ammettere che alberga in luoghi, a volte oscuri a volte no, della personalità dell'italiano, non medio, italiano e basta.
L'inquisizione
Negli ultimi anni il Paese è tornato al medioevo, ai tempi dell'Inquisizione. La caccia, come all'epoca, anche oggi è diretta a racimolare soldi per far star bene lobby che governano, ma all'ora il nemico era il demonio che s'impossessava delle donne trasformandole in streghe.
Oggi è proprio la condizione della cassa dell'erario che trasforma in “evasore” l'italiano che deve scegliere tra sopravvivenza o pagare le tasse.
In quel tempo c'erano i seguaci di Domenico Da Guzman che preparavano il rogo per “maghi e megere”, oggi aziende di recupero credito mettono il fermo alla macchina, pignorano casa. Salva è la vita ma la dignità?
A pensare che il nostro Paese ha sempre sottolineato i fini sociali dell'impresa, con l'art 41 della Costituzione.
Proposta alle istituzioni: abbassare le tasse al tetto max 20%. Meglio un furbo che la scampa, che un cittadino onesto in depressione o, peggio, morto.
Una legge concreta per riformare la pressione fiscale potrebbe ritentare la salita del cittadino italiano e:
condonare le vecchie pendenze dei cittadini (cancellare per ripartire) con lo Stato e gli Enti territoriali. Pensiamo solo all'esercente che chiude la propria attività e per anni viene perseguitato non potendo saldare.
Abbassare le tasse, tetto massimo al 20%. Distribuire quei soldi con saggezza per i servizi e sociale. Tenendo presente che le imprese straniere non investono in Italia perchè la tassazione è troppo alta.
Soprattutto permettere a tutti di scaricarsi le tasse anche ai singoli cittadini per risolvere il problema dell'evasione evitando quei controlli umilianti per il contribuente, senza limitare il contante a pochi spiccioli.
Dove tagliare? Un'idea, P.A. tutti al 1200 euro al mese.
Lo stipendio per chi desidera lavorare nella P.A. che sia dirigente, funzionario, impiegato, ausiliario, operaio, deve essere uguale per tutti, con la differenza massima di pochi centinaia di euro, da 1200 al mese.
I politici.
Anche per chi viene eletto per il sacro fervore di servire la Patria, può accontentarsi di 1200 euro al mese, più le spese documentate.
La responsabilità?
Qualcuno sarà contento in un Paese così di prendersi responsabilità anche a 1200 euro al mese, in concreto, oggi, lo fanno gli impiegati ogni giorno per quella somma. Il problema non c'è.



