Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Martedì, 13 Giugno 2017 12:46

Montesilvano, sfollati Via Ariosto sulla spiaggia. Forconi, “intervento risolutivo”

accampamento sulla spiaggia dei grandi Alberghi, questa mattina accampamento sulla spiaggia dei grandi Alberghi, questa mattina foto di Angela Curatolo

 “sgombero prima che diventi altro ghetto”

 

I turisti sulla spiaggia del centro cittadino e gli ospiti del gran Hotel, si godono il mare lindo e fresco, chi prende il sole, chi legge un libro. Apparentemente non fanno caso alle tende accampate direttamente sulla sabbia. In fondo sono in vacanza e vogliono godersela. Meno male.

Certo nei confronti dei commercianti che pagano le tasse salate, e non per l'acqua di mare, per rispetto di coloro che hanno scelto la cittadina di Montesilvano per le vacanze, per decoro, per una questione di umanità, è chiaro come il cielo che gli sfollati di Via Ariosto non possono abitare sulla spiaggia, è d'uopo che il Comune completi ciò che ha iniziato, per quella che viene indicata come mera opportunità politica.

In questa strana situazione c'è chi non tace e promette battaglia.

“Montesilvano, recentemente insignita della Bandiera Verde, non può assolutamente tollerare situazioni di degrado in città ed in particolar modo a ridosso del polo alberghiero, a stagione turistica già avviata.” Denuncia di Marco Forconi, che ha raccolto il disagio di cittadini, sul campo tenda degli sfollati, senza fissa dimora, “tratto di spiaggia libera all'altezza del curvone e dell'ex ghetto di via Ariosto stamattina. Già dal tardo pomeriggio, è sempre presente un nucleo di 30/40 extracomunitari di etnie varie all'incrocio con via Ungheria.” L'ex militante di forza Nuova passato a Fratelli D'Italia, chiede agli organi competenti, ed all'amministrazione comunale “un intervento risolutivo attraverso l'immediato sgombero dell'accampamento abusivo sul tratto di spiaggia indicato ed un blitz antidroga durante l'assembramento che si protrae fino a tarda serata. Indifferibile l'eliminazione delle tende sulla battigia, prima che degeneri in un secondo ghetto, ancora più pericoloso.”