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Mercoledì, 30 Agosto 2017 14:28

Montesilvano/via Napoli. Sciolto il comitato di Cucciniello: “ fallito perché ho dato fiducia”

Scritto da di Angela Curatolo
Osvaldo Cucciniello. Osvaldo Cucciniello.

Harakiri simbolico del presidente che invita gli iscritti a traslare nel comitato di Forconi: “niente ztl, niente illuminazione in pineta, niente telecamere in pineta, solo 6 intorno allo Sprar di Via Napoli”. Consigliere A.H. Aliano #Montesilvano2019: “stiamo lavorando sulla illuminazione e telecamere in pineta, ci vorrà tempo”

 

La storia è molto semplice.

Nel quadrilatero prospiciente la pineta, via L'Aquila/via Napoli, nel 2016 i cittadini si riuniscono in un comitato per proporre tre strumenti per combattere l'insostenibile micro e macro criminalità che da anni infesta il quartiere marino e turistico: Ztl, telecamere e illuminazione apposte sui pali della luce rivolte alla pineta.

Richieste possibili e efficaci, almeno così appaiono ai cittadini del quartiere.

Dopo 22 mesi di 'lotta', attraverso lettere, incontri con le Istituzioni, dal Ministero degli interni, Prefettura sino al consiglio comunale, il comitato, fondato da Osvaldo Cucciniello, dirigente pubblico in pensione, si conclude con lo scioglimento e le dimissioni del presidente. “Nessuno si è fatto avanti per sostituirmi”.

Diffidente il Comitato, in questi mesi avrebbe più volte mostrato contrarietà al punto Sprar (progetto di seconda accoglienza) in via Napoli 3, zona turistica, seppur destinato a donne e bambini rifugiati.

Cortei, denunce sui media, riunioni, alla fine  la sede per i rifugiati apre a luglio 2017, scongiurando un altro CAS sul territorio anche se i già esistenti ancora non è dato sapere quando chiuderanno.

“Avevamo già con l'assessore De Martinis, ex delegato alle politiche sociali, raggiunto un accordo.” Ricorda Cucciniello, “Le condizioni per l'apertura Sprar erano sine qua non, ovvero: Ztl, illuminazione e telecamere in pineta. Dopo la nomina in giunta, i consiglieri di #Montesilvano2019, che da mesi partecipano alle nostre riunioni, offrendosi di sposarne la causa e le richieste, hanno riconfermato queste circostanze. Ora, però, sono diverse.”

Lunedi, per Osvaldo Cucciniello, l'amara verità, come un fulmine a ciel sereno: “le uniche telecamere, 6 per la precisione, sono previste solo ed esclusivamente intorno allo Sprar” di via Napoli, quindi non in pineta, non sulle strade della prostituzione, ma intorno ad un luogo con mamme e bambini rifugiati. 

Il consigliere comunale A.h. Aliano conferma le 6 telecamere sullo Sprar di via Napoli, “illumineranno tutta la via”.

Cucciniello, mostra tutto il proprio disappunto, dopo l'impegno assunto con i cittadini, 150 famiglie, 500 persone, decide ieri di dare le dimissioni, “ho fallito, ho dato fiducia ed è stata tradita, devo dedurre che nessun punto dell'accordo sarà rispettato”.

Aliano, contattato, riferisce, “stiamo lavorando sull'illuminazione e le telecamere in pineta, ci vorrà tempo.” In settembre, tiene a dire, “sarà presentato un pacchetto sicurezza per la città”, da sviluppare con l'assessore al ramo Cozzi, dichiara: “la sicurezza è un argomento che ci unisce tutti”.

In giunta, per ora, non è approdato.

Tornando al comitato di Via L'Aquila: alla riunione di martedì, ieri sera, nessuno si propone per sostituire Cucciniello così il comitato si scioglie all'unanimità. “Nessun esponente si è presentato di #Montesilvano2019, ci saremmo aspettati delle scuse” chiosa.

L'ex presidente invita gli iscritti a traslare nel comitato di Marco Forconi, #riprendiamocimontesilvano.

“Ritengo che se la città si trova in pessime condizioni responsabile è per la bassa qualità della classe politica, per molti di loro farlo è un impiego pubblico.” Così arriva ad affermare al telefono Osvaldo Cucciniello, che ha deciso come un samurai di fare un 'harakiri' simbolico e ritirarsi dalla battaglia.

Sul sindaco Maragno dice: “non accetta la collaborazione e le proposte dei cittadini: Ztl, illuminazione, telecamere non le ho inventate io, sono scelte copiate dalle altre città e si sono dimostrate concreto deterrente alla prostituzione e criminalità.”

Sul bivacco in Pineta tiene a precisare: “E' stato fatto l'infelice sgombero in Via Ariosto. Prima in pineta c'erano tre spacciatori, ora ci sono 15 persone accampate con le suppellettili, materassi divisi in due blocchi.” E suggerisce, ironicamente, sulla annunciata toponomastica, “il Comune potrebbe mettere l'indicazione del blocco uno e due in pineta”

 Cucciniello ribadisce: “Non mi sento usato e strumentalizzato, ho un'unica colpa: il senso civico. Ho peccato di protagonismo, toglievo spazio a persone...”. E spiega le ragioni del suo desistere: “Un consigliere, non di maggioranza, ha ammesso 'credevo che, alla fine di questa storia, tu avresti avuto un posto in un cda'. Ho fallito, se continuassi, alimenterei queste dicerie sulle poltrone; non mi interessano.”

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Agosto 2017 17:18