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Lunedì, 16 Dicembre 2019 17:19

Pescara, la città metropolitana del futuro. Come costruire?

Scritto da nefer
Museo Colonna Museo Colonna

I processi di trasformazione dei luoghi e dei territori, i valori, le vocazioni e le potenzialità, visione strategica e processi realizzativi. Con Giuseppe Cappochin, presidente consiglio nazionale Architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori.

In scaletta anche l'intervento del sindaco Carlo Masci su Il futuro di Pescara, la visione della città metropolitana nel contesto medio adriatico.

Appuntamento domani martedì 17 dicembre al museo Vittoria Colonna a Pescara, dalle 15, per Quale città, evento organizzato dall'ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Pescara.

In programma interventi dedicati alla visione delle città del futuro, con particolare riferimento al ruolo dell'architetto. La giornata vede la partecipazione di Giuseppe Cappochin, presidente consiglio nazionale Architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori. In scaletta anche il sindaco di Pescara, Carlo Masci, con una relazione sul tema Il futuro di Pescara, la visione della città metropolitana nel contesto medio adriatico. Spazio dunque ad argomenti come la cultura della qualità architettonica, l'importanza dei concorsi di architettura, il rapporto fra università e città, tra metropoli globali e borghi resilienti.

"Nel corso degli ultimi decenni si è assistito alla progressiva perdita di identità dei territori e quindi al lento declino della cultura architettonica e tecnica che per secoli ha caratterizzato i luoghi e le città - commenta Angelo D'Alonzo, presidente ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Pescara -. La maggiore perdita culturale e il più evidente impatto di tipo ambientale è che l'edilizia tradizionale e i processi di trasformazione, da sempre profondamente connessi con i caratteri dei luoghi e con le risorse disponibili localmente, hanno gradualmente abdicato ad altri paradigmi di valori, non più legati ai territori stessi, ma rispondenti a sistemi di produzione standardizzata e a logiche di mercato e di finanza globali".

Già in precedenti incontri l'ordine ha posto l'accento sulla figura professionale dell'architetto. "Alle figure professionali tecniche e all'architetto in particolare - aggiunge Angelo D'Alonzo - è stato storicamente affidato il compito di immaginare e governare i processi di trasformazione dei luoghi e dei territori, preservandone i valori, ma anche individuandone le vocazioni e le potenzialità".

Apre dunque i lavori Angelo D'Alonzo, presidente ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Pescara, con la presentazione di Abitare il territorio, documento programmatico dell'ordine, segue La cultura della qualità architettonica, con Giuseppe Cappochin, presidente consiglio nazionale Architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori e poi I concorsi di architettura, strumento antico di una società moderna, con Pier Giorgio Giannelli, presidente dell'ordine di Bologna. A seguire Paolo Fusero, direttore dipartimento di Architettura Università Gabriele D'Annunzio con Università e città, dalla visione strategica ai processi realizzativi, la parola poi a Simone D'Alessandro, professore di sociologia e coordinatore ricerche di Hubruzzo-Fondazione industria responsabile per Città medie, ponti relazionali tra metropoli globali e borghi resilienti. Altri interventi in programma quello di Salvatore Settecasi, Arup Italia, con La resilienza delle città, esperienze di rigenerazioni e trasformazioni urbane. Alle 18,30 con il sindaco Carlo Masci, Il futuro di Pescara, la visione della città metropolitana nel contesto medio adriatico.

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