Ieri è stata approvata all’unanimità, dal Consiglio comunale su mozione del PD, inoltrata a Ottobre 2019, la tassa sul turismo di soggiorno per Montesilvano. Non era nel programma del centro destra, ma in quello PD. Il prossimo passo è deciderne l’importo, compito che spetta alla Giunta, e stilare un regolamento dalla Commissione consiliare, per poi votare definitivamente in Consiglio Comunale.
La tassa sarà pagata da chi pernotterà negli alberghi della città e sarà giornaliera. Potrebbe essere di un euro al giorno, ma sarà la giunta De Martinis a confermare questa quota.
Il regolamento dovrà elencare i modi di applicazione della tassa. “E’ prematuro parlarne, appena sarà approvato riferirò”, risponde il sindaco, Ottavio de Martinis, al telefono, a cui è stato chiesto un commento. Ha annunciato, in consiglio comunale, un teatro, la richiesta di altri fondi per il turismo, “alla Regione” in primis, perché l’intenzione è di destinare le somme alla promozione.
Sarebbero gli albergatori, prosegue il primo cittadino, “ad avere un’avversione per la destinazione di questi soldi agli eventi”. Ok per la riqualificazione. “Il marciapiede al curvone”, il palacongressi, ma sì agli eventi per De Martinis, “priorità del teatro, altrimenti dove li facciamo gli eventi?”.
Scusandosi più volte con Adriano Tocco, “io voglio fare eventi per far uscire la gente dagli alberghi”.
Buona idea per molti, purché siano di qualità e a ingresso libero per tutti. “Attualmente il regolamento è al vaglio delle commissioni, quindi non è stato ancora adottato un testo definitivo. Sarà compito del Consiglio Comunale stabilire la destinazione delle somme” ribadisce l’assessore alle finanze e turismo Deborah Comardi.
Il regolamento potrebbe, secondo il presidente del Consiglio Comunale, Ernesto De Vincentiis decidere di escludere alcune categorie: lavoratori pendolari, disabili, sportivi. I bambini pagheranno? In tutte le stagioni? Tutto questo sarà discusso in Commissione.
Ieri, prima del voto all’unanimità, dopo la lettura della mozione PD illustrata Antonio Saccone, c’è stata una discussione sulla destinazione dei proventi, tenendo a mente che potrebbero trasformarsi in un appetibile gruzzolo, certo, ma non sono il famoso “paltò di Napoleone”, di cui parlava Totò in Miseria e nobiltà. Anche sul metodo per stilare il regolamento il punto si fa interessante: regolamento concertato dall’assise consiliare o discussione su documento già confezionato?
E questa tassa accende la fantasia ma non di tutti. Raffaele Panichella, 5stelle, parla di Barcellona, Barcelloneta e Bilbao.
Mentre “A livello personale rimango contrario a questo balzello medioevale” conferma, l’astenuto dal voto Adriano Tocco, citando la dogana di ‘Non ci resta che piangere’. “E’ importante in questa fase concertare il più possibile onde evitare problemi a cascata”. Per il consigliere della Lega è la programmazione la chiave di volta, “non è stata la tassa di soggiorno a fare Barcelloneta, è solo un tassello. Dobbiamo ragionare a vent’anni e non a 5”. E invita a non cadere nell’inganno delle presenze estive, “e moltiplicarle”.
Paola Ballarini 5 Stelle, in tutta la propria franchezza, a margine della discussione, perplessa, riflette su un punto non di poco conto, “quello che è quantomeno bizzarro è registrare l'inversione completa della maggioranza che nel 2014 mandò Di Mattia a casa proprio utilizzando questo tema come grimaldello. Molti di quelli che oggi compongono questa maggioranza anche all'epoca sedevano su quei banchi.”
Gabriele Straccini, non tradendo il proprio stile, parlando di tasse e balzelli, ricorda “i 4 milioni di Bucalossi” che non sono stati raccolti dal Comune.
Romina Di Costanzo – Consigliera PD – Progressisti per Montesilvano, nel suo intervento, ravvisa, la “carenza di coerenza, rispetto alle linee programmatiche”. Insieme a Antonio Saccone solleva dubbi sul metodo e precisa che prima devono essere decise le linee guida in Commissione e poi è importante interloquire con gli albergatori, “ma – dice Saccone - portare un regolamento confezionato è irrispettoso del nostro ruolo”. Sul metodo Valter Cozzi, UDC forza Italia, è dell’avviso che lo decide chi è in maggioranza, concludendo il suo intervento in aula con “se dobbiamo farci politica di appartenenza politica poi si rischia che ognuno tornerà a mostrare i muscoli con i numeri in aula”.
Di Costanzo insiste sul punto, “è piuttosto insolito sottoporre all'attenzione degli albergatori un regolamento e modificarlo ancor prima che questo approdi in commissione, come lo è altrettanto sottoporre agli operatori delle linee guida per la pianificazione turistica del territorio”. Sull’investimento dei proventi, per il PD debbano andare alle “infrastrutture per migliorare l'offerta turistica, per mantenere efficienti i servizi di cui fruiscono i turisti, come la pulizia e il trasporto, nonché interventi di manutenzione e recupero dei luoghi (pensiamo ad esempio a Villa Delfico, all'auditorium dei Colli, o altre strutture in stato di decadenza e abbandono), oltre a iniziative di promozione del territorio”.
L’ex sindaco Francesco Maragno, oggi consigliere comunale di Forza Italia, non era presenta ma ha rilasciato una dichiarazione interessante, sulla destinazione dei proventi: “La mia opinione personale è che la tassa di soggiorno potrà portare benefici solo se le somme raccolte verranno utilizzate per finanziare opere infrastrutturali finalizzate ad implementare l'offerta turistica cittadina. Se invece le somme verranno utilizzate per finanziare le sagre ed i piccoli spettacolini non porterà alcun beneficio anzi fare perdere di competitività le strutture alberghiere cittadine che nella stragrande maggioranza dei casi vengono scelte solo per i costi contenuti delle loro offerte”.
Anche De Vincentiis sostiene che “una decisione positiva ma è importante destinarne i proventi alla riqualificazione urbana e la promozione”. E ha aggiunto, “certo l’albergatore non sarà contento sulle prime, ma già c’è stata comunque una mediazione si è discusso dei vantaggi e benefici”.
Investire in “strutture” anche per Feliciano D’Ignazio, ex assessore ai lavori pubblici giunta Di Mattia.
C’è realmente la possibilità di finanziare un teatro? “Certo, può essere finanziato”, sottolinea De Vincentiis.
Aliano nicchia e preferisce dire, “bisogna chiedere all’assessore Comardi” .
Insomma tutti concordi, i politici amministratori, con la tassa di soggiorno a patto che serva a migliorare i servizi per il turismo per attirare gente in città, finanziare una programmazione ambiziosa a lungo termine, con opere di riqualificazione urbana, promozione. No, quindi, alle ‘manifestazioni piccole’ che non portano nulla per la città, o quelle per i privati che incassano e paga ‘Pantalone’.
Il sindaco però ha ben chiarito ieri in consiglio comunale che “la città ha bisogno di eventi”, e siccome alcuni concerti esigono investimenti, anche se sono privati, con il biglietto, “io lo farò, continuerò a farlo”, questa amministrazione ha intenzione di seguire questo indirizzo, “dando contributi diretti o indiretti” ai privati.
Si di tutti a grossi eventi, pagati dal comune, per la promozione, ma gratuiti.



