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Venerdì, 31 Gennaio 2020 19:02

Reddito di cittadinanza: lavori di pubblica utilità per chi lo prende

Scritto da redenz

L'on. Fabio Bernardini ricorda che i Comuni possono impiegare i percettori in lavori di pubblica utilità

 

"Nelle ultime settimane molti comuni si stanno muovendo per utilizzare i percettori del Reddito di Cittadinanza in progetti utili alla collettività ed auspico che tutti i comuni della Regione Abruzzo lo facciano velocemente anche per migliorare i propri servizi ed il proprio territorio" dichiara in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini.

“I comuni sono già in possesso delle linee guida e saranno supportati in tutte le fasi: dall’analisi preliminare fino al raggiungimento degli obiettivi dei singoli percettori per ciascuno dei quali è prevista una progettazione personalizzata. Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità ed i PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni” continua il deputato. “Ad oggi nella provincia di Teramo, solo il comune di Nereto ha applicato l’indirizzo normativo. Eppure nelle altre regioni le amministrazioni si stanno muovendo” incalza Fabio Berardini. “Il comune di Ginosa (TA) ad esempio con deliberazione di Giunta N.10 del 27.01.2020 ha proposto 6 progetti utili alla collettività: 1) Giardini e piazze da adottare “che prevede un’azione di recupero delle aree verdi; 2) “Una biblioteca per Amica” che prevede la promozione e la diffusione dei servizi offerti dalla Biblioteca Comunale; 3) “Scuole Colorate” che prevede una riqualificazione urbana degli edifici scolastici; 4) “Spiagge in circolo” che prevede la promozione del territorio attraverso la cura e la promozione delle spiagge; 5) “Dustman Street “che prevede l’individuazione di sentinelle ambientali per la raccolta dei piccoli rifiuti nei quartieri; 6) “L’Angelo del quartiere” che prevede un’azione di sostegno alle persone in difficoltà e a rischio di esclusione. È chiaro che il tipo di attività dovrà essere definito dal singolo comune che dovrà chiamare a colloquio i percettori del reddito e progettare con gli stessi la tipologia di azione. Si tiene conto dello stato di salute, dell’età e della quota percepita; il monte ore a disposizione va da 8 a 16 settimanali” spiega il deputato abruzzese. “Si raggiunge così un duplice obiettivo: includere nelle attività possibili chi oggi non ha una occupazione e rendere servizi utili a beneficio della collettività. Il mio è un appello ed un augurio affinché tutti i comuni sappiano cogliere la bontà del patto d’inclusione” conclude Fabio Berardini.