"Avrebbe compiuto 100 anni. Nell'anno dei suoi 80, Montesilvano lo accoglie per una rassegna cinematografica, a lui dedicata; anticipata da una amabile conferenza stampa". Scrive così l'ex sindaco Renzo Gallerati che ricorda l'incontro di Alberto Sordi con la città di Montesilvano, proprio quando lui era primo cittadino.
Amatissimo attore, regista, comico, sceneggiatore, compositore, cantante e doppiatore italiano. Una carriera all'inizio difficile, anni trascorsi con l'amico di tante peripezie, Federico Fellini.
Oggi è annoverato fra i più importanti attori del cinema italiano: all'attivo 200 film, è uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana insieme a Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Aldo Fabrizi e Anna Magnani, Totò, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Macario e tanti altri, tutti i massimi esponenti di un genere che dà lustro e vanto alla nostra Nazione.
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Nelle foto, Renzo Gallerati, Paolo Antonilli che intervista l'attore, Franco Giansante, presidente dell'ente manifestazioni, Pasquale Gentile vice presidente.
Era il 2000, Alberto Sordi compiva 80 anni. Il sindaco Renzo Gallerati pensò di dedicare una Rassegna cinematografica al grande attore e decise di proporgli l'invito per presenziare all'apertura della kermesse. Sarebbe stata inserita nel calendario estivo dell'Ente manifestazione di Montesilvano, si svolse a Porto Allegro dove venne proiettato il film Il Marchese del Grillo.
"Non volle compenso. Chiese solamente: il pernottamento, il passaggio in auto e di essere accompagnato dalle forze dell'ordine, perchè aveva il terrore di essere spinto dalla folla e cadere. Poi ci disse: vi do l'Iban di una fondazione di giovani attori che hanno bisogno, se volete fate a loro una donazione".
Ad intervistarlo quel giorno fu l'indimenticabile Paolo Antonilli, il giornalista che è rimasto nel cuore di chi lo conosceva. "Rispose a tutte le domande dei giornalisti - ricorda Gallerati - una conferenza stampa di un'ora e mezza". E poi aggiunge, "anche io non resistetti e dalla platea chiesi:
- posso fare anche io una domanda?
- mi dica sindaco.
Disse Sordi.
- Ma com'era lavorare con Totò?
- Unico e irripetibile, era veramente un nobile, sindaco".
La sera, riferisce Gallerati, non riuscì a mangiare un boccone, "in continuazione le persone gli chiedevano l'autografo, firmò tutto quello che gli portarono al tavolo, non deluse nessuno".
Un momento magico a Montesilvano da inserire nella bacheca dei ricordi più preziosi, sempre più rari.



