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Martedì, 24 Novembre 2020 18:30

Covid 19/Italia, numeri ancora alti ma iniziale riduzione della trasmissibilità

Scritto da A.C.

Situazione Vaccini efficacia e contratti UE

Sono 23.232 i nuovi contagi da coronavirus in Italia secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 853 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 188.659 tamponi. I pazienti in terapia intensiva sono 3.816, con un incremento di 6 unità.

"Oggi ci sono 23.232 positivi con un numero di tamponi diverso rispetto a ieri. Oggi abbiamo 189mila tamponi, ieri erano 149mila. C'è un brutto dato che riguarda i decessi che sono 853 a fronte di quelli di ieri, 630", ha affermato Gianni Rezza, direttore Prevenzione del ministero della Salute durante la conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi della situazione epidemiologica.

"Può esserci una certa variabilità, qualche decesso viene riportato qualche giorno dopo. Ma il numero dei decessi è alto. Gli indicatori che calano per ultimi sono quelli relativi alle terapie intensive e ai decessi -ha aggiunto-. Gli effetti di questa lunga scia si vedranno per diverso tempo. La diminuzione dei positivi è la conseguenza degli interventi attuati. Già sento parlare di terza ondata. Ma non si tratta di ondate che si esauriscono spontaneamente. Noi abbiamo avuto un’ondata frenata con un duro intervento. E’ sempre la stessa, viene frenata quando si adottano misure".

"Abbiamo 122 morti in più rispetto alla scorsa settimana, è un dato che non avremmo voluto commentare. E' assai doloroso parlarne. Questo sarà un dato che tenderà a ridursi più tardivamente rispetto agli indicatori epidemiologici di trasmissibilità. Per qualche giorno continueremo a pagare un prezzo legato al periodo in cui il virus circolava in maniera più massiva nel paese. A fronte di queste cifre, ci sono indicatori che confermano un'iniziale riduzione della trasmissibilità", le parole del professor Franco Locatelli.

Vaccino AstraZeneca efficace al 90% per caso

Mene Pangalos, vicepresidente esecutivo della ricerca e sviluppo di prodotti biofarmaceutici di AstraZeneca la chiama "serendipity", una fortunata casualità. Si riferisce a un errore di dosaggio che avrebbe permesso al vaccino Oxford-Irbm contro Covid-19 di raggiungere l'efficacia al 90% documentata dagli ultimi dati resi noti ieri. Il regime a due dosi complete ha mostrato un'efficacia del 62%. Ma nei partecipanti al trial ai quali è stata data "per sbaglio" prima una dose dimezzata e poi una intera come seconda somministrazione, questa efficacia ha raggiunto quota 90%. Quando i ricercatori dell'ateneo impegnati nel trial distribuivano il vaccino alla fine di aprile, hanno notato in alcuni volontari effetti collaterali attesi come affaticamento, mal di testa o dolori alle braccia più lievi del previsto, ricostruisce il 'Guardian' online. Così siamo tornati indietro e abbiamo controllato. Abbiamo scoperto che era stata sottostimata la dose del vaccino della metà", ha raccontato Pangalos. Invece di rifare tutto daccapo, i ricercatori hanno deciso di continuare con la mezza dose e poi dare il richiamo alla dose completa secondo la scadenza programmata.

Vaccino Grad-Cov2 induce risposta immunitaria nei soggetti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni

Dopo gli annunci dei giorni scorsi, avanza anche la ricerca sul candidato vaccino tutto italiano contro Covid-19. ReiThera fa sapere infatti che il suo candidato vaccino Grad-Cov2 contro Covid-19 "è ben tollerato e induce risposta immunitaria nei soggetti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni". La Fase 1 - che valuta il candidato vaccino su 90 volontari sani - avanza ora nei soggetti più anziani, tra i 65 e gli 85 anni, ha reso noto l'azienda comunicando oggi l'aggiornamento sullo studio clinico di Fase 1 del suo candidato vaccino, attualmente in corso. Lo studio è stato disegnato ed è condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, e ha ricevuto finanziamenti dal Mur - ministero della Ricerca - e dalla Regione Lazio.

Ursula von der Leyen, domani approveremo vaccino Moderna

Domani "approveremo un nuovo contratto per assicurare un altro vaccino contro il Covid-19 al nostro portafoglio di vaccini. E' un contratto che ci consentirà di comprare fino a 160 milioni di dosi di un vaccino prodotto da Moderna". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, a Bruxelles. "Secondo i risultati dei trial clinici - aggiunge - questo vaccino potrebbe essere altamente efficiente contro la Covid-19". "Una volta che si sarà dimostrato che il vaccino è sicuro ed efficace - continua la presidente della Commissione - ogni Stato membro lo riceverà nello stesso momento, pro rata e alle stesse condizioni. Con Moderna, siamo al sesto contratto con le case farmaceutiche per il portafoglio di vaccini contro il Covid-19".

"Stiamo lavorando - ricorda von der Leyen - anche su un altro" contratto, con l'americana Novavax. L'accordo che verrà siglato con Moderna segue altri contratti di acquisto anticipato di vaccini contro Covid-19 firmati dalla Commissione con AstraZeneca, Sanofi-Gsk, Johnson&Johnson, Pfizer-Biontech e Curevac. In questo modo, aggiunge von der Leyen, "abbiamo uno dei portafogli di vaccini contro Covid più completi del mondo. Consente agli europei l'accesso ai vaccini più promettenti in via di sviluppo: naturalmente ogni vaccino verrà valutato con la massima attenzione dall'Ema", l'agenzia europea del farmaco. "Saranno autorizzati e messi sul mercato solo se saranno sicuri ed efficaci. La trasparenza è cruciale e della massima importanza", conclude von der Leyen.

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