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Giovedì, 26 Novembre 2020 19:04

Covid19/Italia. Tendenza a miglioramento, si vedrà fra una settimana

Scritto da P.V.

Sono 29.003 i nuovi contagi da coronavirus in Italia segnalati oggi nel bollettino del ministero della Salute.

Da ieri sono stati registrati altri morti 822 morti che portano il totale a 52.850 dall'inizio dell'emergenza legata all'epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 232.711 tamponi.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli studi di Milano commenta i dati di oggi, elaborati dal ministero della Salute, consultabili sul sito della Protezione civile.

"I dati sull'epidemia di oggi confermano una stabilità. Siamo al plateau. Vedo una situazione che, però, non ci prospetta un'immediata fuoriuscita. Quindi dobbiamo pensare a un Natale più che sobrio. Abbiamo una tendenza verso il miglioramento che potremmo vedere non prima di una settimana".

"Abbiamo dei valori stabili che sono in qualche modo positivi seppure non proprio sodisfacenti. Vediamo qualche piccola scintilla di luce, se escludiamo il dato drammatico dei decessi che, però, sono originati dalla fase espansiva, esponenziale dell'epidemia". In questo momento "serve massima attenzione. Non bisogna rilassarsi, né fare passi in avanti".

Il virologo Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Università di Padova intervistato su RaiNews24 nel corso della trasmissione 'Studio24' ha affermato:

"Il rapporto all'11,2% tra i tamponi positivi e quelli processati ci dice che la percentuale dei positivi sta scendendo ed è un fatto che è indipendente dal numero dei tamponi fatti. E quindi è un segno che la trasmissione sta calando, probabilmente abbiamo passato il picco. Anzi sicuramente". Ma "il numero dei morti" di Covid-19, "purtroppo, è destinato a rimanere stabile perlomeno per altre 2 o 3 settimane, magari con leggeri cali. Purtroppo i decessi riflettono le infezioni che si sono verificate 2, 3 settimane fa, quando l'Italia stava nella fase esponenziale. Registreremo quotidianamente ancora tanti decessi, speriamo non a questi ritmi, ma saranno ancora numeri importanti". Il virologo ricorda che "purtroppo la curva dei decessi non è parallela a quella dei contagi. Lo abbiamo imparato dalla prima ondata".

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