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Martedì, 05 Gennaio 2021 18:25

Abruzzo/Covid, Carrozzine determinate chiedono precedenza vaccino per disabilità

Scritto da redenz

L’associazione Carrozzine Determinate invita all’attenzione sulle strategie di vaccinazione per il COVID-19.

 L’associazione Carrozzine Determinate chiede "a gran voce" che a livello nazionale il Ministro Speranza "si occupi con celerità di inserire normativamente la priorità nella vaccinazione per i soggetti con disabilità. E allo stesso tempo si chiede al Presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio e all’assessore alla sanità Nicoletta Verì, anche con determinazione autonoma, di prevedere nel piano vaccini per la fase 2 una priorità per le categorie fragili non ricoverate e i cargivers, per tutti i soggetti con disabilità della nostra regione". E aggiunge "Non è possibile dimenticare proprio in questa fase i soggetti appunto definiti “con patologie pregresse“ su cui questo virus nella maggior parte dei casi è stato letale".

"Nel piano nazionale vaccini anti-Covid non sembrerebbe esserci traccia di alcun tipo di previsione o precedenza per le persone con disabilità e per i loro assistenti, in primo luogo le famiglie". lo fa notare Claudio Ferrante presidente di Carrozzine determinate.

"Nell’elenco delle categorie prioritarie per la somministrazione del vaccino oltre al personale sanitario e alle persone in età avanzata, sono presenti solo i residenti, e dunque anche le persone con disabilità ma collocate presso le RSA dunque solitamente anziane. Nessun riferimento a tutti i soggetti con disabilità e ai loro cargiver, nessun riferimento ai bambini disabili gravi assistiti dalle proprie famiglie, nessun riferimento a quei disabili con gravi e pluri patologie cui il virus sarebbe devastante. Tutte le persone con patologie gravi che ne determinano una condizione di disabilità, si trovano in una condizione di fragilità tale per cui devono necessariamente godere di una priorità nel percorso di tutela dal virus, inoltre necessitano normalmente di accompagnamento e dunque sono esposte a contatti frequenti e ravvicinati con altre persone, pur volendo hanno meno possibilità di proteggersi rispetto agli altri dovendo spesso essere assistiti anche in operazioni di cura e igiene che impediscono qualsivoglia protezione".

Dice, "È assolutamente necessario includere le persone con disabilità e le organizzazioni che li rappresentano nella pianificazione delle strategie di vaccinazione sia a livello nazionale che a livello regionale. Attualmente solo la regione Lazio con un’autonoma determinazione ha inserito nella fase 2 anche le persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età, cioè i disabili e le persone che frequentano le RSA in modalità semi residenziale".