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Sabato, 20 Novembre 2021 15:57

Roccacasale, il portale delle fate

di Nicoletta Camilla Travaglini

La storia e la leggenda.

Il centro antico di Roccacasale è situato sulle pendici del Monte Morrone, ad ovest del massiccio della Majella. Come spesso acca­de, quando si parla di piccoli centri, la storia del paese coincide con la fondazione del ca­stello avvenuta nel 925.

Prima di questa data, dove ora sorge Roccacasale, esisteva­no solo poche case, denominate "casali", di­pendenti dalla Diocesi di Valva. La necessità di avere una costruzione fortifi­cata nella conca di Sulmona che arginasse eventuali infiltrazioni nemiche provenienti dal Piano delle Cinquemiglia spinse il duca di Spoleto, Adalberto, ad erigere una fortifi­cazione nella valle. Il compito venne affida­to a Pietro de Sanctis nipote del papa Gio­vanni X. Alla fine dell'XI secolo, in seguito alla costituzione dei feudi promulgata nel 1037 da Corrado II, il duca di Spoleto con­cesse alla casata dei de Sanctis il titolo baro­nale e il feudo della conca di Sulmona. Riccardo de Sanctis partecipò alla IV Crociata (1201-1204) e, tornato in patria nel 1205, promosse una serie di iniziative per lo svi­luppo delle attività commerciali.

Si battè per far attuare nella valle l'affrancazione dei servi della gleba e fu anche uno dei promo­tori del riordinamento della Diocesi nella zona. Altri membri della casata presero parte, a fianco di Ferdinando d'Avalos marchese di Pescara, alla battaglia di Pavia avvenuta nel 1524 contro le truppe di Francesco I; e seco­li dopo, si batterono per la difesa del Regno delle Due Sicilie contro l'invasione dei Fran­cesi del gene­rale Giuseppe Bonaparte fra­tello di Napo­leone.

La storia del paese è quindi inscindibile da quella del­la famiglia de Sanctis che mantenne il ti­tolo e la pro­prietà della fortificazione fino al termi­ne della feuda­lità.

Il castello di Roccacasale è uno degli insedia­menti difensivi dell'ampio scacchiere peligno. Po­sto tra Sulmona e Popoli, non visualizza diretta­mente con quest'ultimo a causa della collina su cui sorge l'edificio religioso di San Terenziano. Tutto lascia intendere che sul sito dovesse essere posizionato un qualche manufatto atto alla dife­sa ma ancor più alla segnalazione del pericolo. La fortificazione di Roccacasale appartiene al noto tipo appenninico del castello-recinto e si rifà sia a San Pio delle Camere che a Popoli. Diffe­risce dagli altri sotto l'aspetto planimetrico; forse è da escludere che l'involucro accogliesse l'anti­co centro abitato, come spesso accadeva, specie per le ridotte dimensioni del perimetro nella par­te alta. Il terreno su cui è fondata la complessa struttura è assai tormentato e scosceso.

Nella par­te sommitale è posto l'altissimo torrione che pur­troppo ci è giunto fortemente degradato, tanto che ne restano solo il fianco nord-est e qualche struttura attigua verso sud. A mezza quota è posta una struttura alquanto complessa a pianta libera con la presenza di al­cuni locali interrati. Più in basso i resti di una grandiosa facciata, successiva, impostata sul lato corto del triangolo, appartenuta certamente ad un grande palazzo tardomedievale crollato forse a causa dei ripetuti sismi. Anche in tale area i fu­turi lavori di restauro previsti daranno indicazio­ni stimolanti. Notevole è l'area di ingresso costi­tuita da una torre quadrata priva del lato interno. Il Perogalli in merito afferma che "il lato mancan­te verso l'interno, come è solito in questi casi, esponeva gli assalitori che si fossero impossessati della torre, rendendola così per loro inservibile.

La Leggenda

La leggenda dice che a Roccacasale che al castello ci sarebbe un pozzo attraverso cui le fate entrano nel nostro mondo. Vivrebbero in una dimensione parallela e entrerebbero in questa passando attraverso dei portali e in Abruzzo ce ne sarebbero tanti.