Fusione Pescara, Montesilvano Spoltore. Sulla Grande o Nuova Pescara il presidente Luciano D'Alfonso ha espresso le proprie intenzioni, di attuare il referendum e entro il 30 gennaio ci sarà una proposta in Consiglio regionale, così il radicale Alessio di Carlo, dopo 19 giorni, ha sospeso lo sciopero della fame, attendendo novità. Intanto a Montesilvano il 12 febbraio potrebbe esserci un consiglio comunale insieme a Spoltore per chiarire e istituzionalizzare la posizione dei comuni.
Certo fare il consigliere nella Nuova Pescara fa gola a molti, più vantaggi, più alto il gettone di presenza. E così alcuni scaltri politici si fan d'ombra sul tema fino al momento di captare dove tira il vento e cominciare a cavalcare. Da questa fusione Pescara sembrerebbe la più avvantaggiata, Spoltore potrebbe diventare centro culturale e Montesilvano? Una città percepita come dormitorio, nonostante i suoi 54mila abitanti, priva ancora di un teatro, di un corso dove passeggiare, di una piazza dove riunirsi, di un piano turistico, commerciale di livello, come si potrà difendere, chi potrà difenderla davanti a decisioni perniciose e rischiose che potrebbero trasformarla nel Bronx di Nuova York, un supereroe?
Risposte dalla politica montesilvanese ancora non ci sono in merito. Ecco le posizioni di alcuni politici locali a partire dalla più rilevante, quella del sindaco Maragno al timone della Nave.
Maragno: No alla “fusione a freddo” e non raggiunge tetto 250mila abitanti per vantaggi finanziari
"La volontà popolare va rispettata. Soprattutto quando la sua espressione è netta come nel caso del referendum sulla Nuova Pescara, per il quale il 64% degli elettori di Pescara, Montesilvano e Spoltore si è espresso favorevolmente.” Così afferma il sindaco diplomaticamente ma ritiene anche “tuttavia, che una fusione a freddo come quella prospettata, possa portare meno benefici di quelli previsti. Ho sempre espresso le mie perplessità sulla nascita di un Comune unico. Dubbi legati all’incertezza nell’organizzazione dei servizi primari forniti, per garantire equità di trattamento tra le territorialità unificate, nella ridistribuzione delle risorse e nella conservazione delle identità. Soprattutto di quelle di Montesilvano e Spoltore che verrebbero considerati luoghi subalterni a Pescara. Le radici sono il bene più prezioso per una comunità e vanno tutelate quotidianamente.” Aggiunge “La Nuova Pescara non raggiungerebbe i 250 mila abitanti, ossia il tetto limite necessario a dare vita alle aree metropolitane, che invece consentirebbe di ottenere maggiori trasferimenti di risorse finanziarie da parte dello Stato. Per realizzare la Nuova Pescara serve una progettazione politica unica, in grado di delineare rappresentazioni condivise della città e al tempo stesso rafforzare le singole identità. Sarebbe opportuno, dunque, avviare di concerto con Pescara, Spoltore, ma anche con Città Sant'Angelo e Francavilla, che di fatto sono parte integrante dell'area metropolitana concettualmente già esistente, un piano intercomunale fondato sulla condivisione dei servizi".
Riunione PD Montesilvano “riflessione su come cogliere le opportunità”
Il Pd raccoglie molte anime anche a Montesilvano, prende le proprie decisioni discutendo e votando, la riunione di martedì ha permesso un confronto ma non una decisione definitiva. Questa la premessa di Romina Di Costanzo Segretaria cittadina che riferisce “l'esito referendario c'è stato, bisogna tenerne conto” e prosegue “ la riflessione che dobbiamo fare è ripensare a questa situazione intravedere e coglierne le opportunità”
Falcone “chi ci rinuncia al campanile?”, Meno costi e meno poltrone? “Come la riforma della provincia”
“Non sono d'accordo con la Grande Pescara, favorevole invece alla condivisione dei servizi intercomunali, come la gestione della spazzatura, i vigili urbani”. Per il consigliere Carlandrea Falcone, portabandiera Fi, “la fusione non si farà mai, sono solo notizie per distogliere dall'attenzione sui problemi veri, seri, gravi." E poi "Non si risparmierebbe nulla perchè non si raggiunge il numero di 250 mila cittadini, anzi si spenderebbero più soldi, ci sarebbe tanto caos inutile.” Ritiene infine che “il referendum non sia stato chiaro per tutte le persone che hanno votato”
Di Stefano “contrarissimo alla fusione” e “il referendum non è valido”
“Contrarissimo alla fusione” il consigliere gruppo misto ex PD, Gabriele Di Stefano dice “Montesilvano non c'entra nulla con Pescara” e per lui “il referendum non è valido”perchè “ molta gente non ha capito bene cosa si votava, quel giorno era lì perchè c'era l'Election day con altre schede come il rinnovo dell'Amministrazione, se no non ci sarebbe andata”.
Aliano: "sto preparando dibattito con Chiavaroli"
Il consigliere di Ri evoluzione Anthony Aliano conferma la propria posizione di essere non favorevole alla Grande Pescara, bensì alla Grande Montesilvano, e annuncia, ufficiosamente, di preparare un dibattito, prima del Consiglio Comunale congiunto Spoltore- Montesilvano, per discutere sull'argomento pubblicamente. Interverrà l'onorevole Federica Chiavaroli, “ per trovare una alternativa a questa fusione”.
M5stelle è per il si e vede opportunità
“Noi riteniamo che la volontà popolare sia sempre da rispettare e che, pertanto, occorra convertire nella pratica l'esito referendario. Lo sentiamo come un preciso obbligo istituzionale. Anche a Montesilvano ha vinto il SI.” La posizione del M5stelle di Montesilvano è favorevole alla Grande Pescara ”per i vantaggi economici dovuti ai contributi statali (aumentati sensibilmente dalla legge di stabilità 2016) e regionali. Si stimano contributi per circa 150 milioni di euro in dieci anni.” Secondo i pentastellati dovrebbero esserci meno ''poltrone'' e “razionalizzazione dei costi dei servizi, meno costi burocratici per dover ricorrere a centrali uniche di committenza”. E conclude “Un Comune più grande consentirebbe più possibilità di sviluppo e di attrazione per nuove iniziative imprenditoriali. I cittadini che hanno votato per il 'Sì' hanno senz'altro visto un'occasione per abbandonare un certo provincialismo e campanilismo che ancora fa capolino nella vecchia politica cittadina, la quale vorrebbe chiedere una Grande Montesilvano, senza capire che in questi ultimi decenni ha avuto e sprecato tante possibilità per costruirla.”



