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Venerdì, 03 Giugno 2022 08:48

Smart working sì o no? Facciamo il punto

Scritto da nefer
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Lo smart working è ormai sulla bocca di tutti, anche se non tutti ne hanno compreso la portata.




Prima di addentrarci nell’argomento, è necessario chiarire il concetto che ne sta alla base. Lo smart working è una filosofia manageriale e lavorativa che prevede che le persone acquisiscano flessibilità e autonomia nella scelta degli orari, degli spazi e degli strumenti di lavoro. Strettamente legata all’autonomia è la responsabilizzazione del lavoratore.

Lo smart working dunque non è semplicemente telelavoro, il quale si traduce spesso e volentieri nel “portare a casa il lavoro”, ma senza una sostanziale differenza con gli orari d’ufficio.

Insito nello smart working, c’è un cambiamento nella cultura del lavoro e manageriale che, passo dopo passo, avrà sempre più successo. Il lavoro agile consente alle persone di organizzare la propria attività lavorativa, cercando un equilibrio nel work-life balance, e alle aziende di assumere i migliori talenti in tutto il mondo senza preoccuparsi della distanza. A ciò si aggiunge un notevole risparmio sia per le imprese che per i dipendenti, che si concretizza in riduzione del traffico, dell’utilizzo dei mezzi di trasporto, delle emissioni di CO2.

Tuttavia, come dice un noto proverbio popolare, non è tutto oro quel che luccica: accanto ai numerosi vantaggi, troviamo anche alcuni svantaggi che possono rendere più difficoltosa l’applicazione dei principi dello smart working e, di conseguenza, del suo successo.

Nell’ultimo anno, in tanti hanno detto la propria sullo smart working: autorità, economisti, manager (che spesso hanno le idee chiare su come far funzionare il lavoro agile); persino i professionisti del poker offrono consigli sullo smart working, vista l’abitudine a stare seduti e concentrati per ore. Approfondiamo il tema valutando vantaggi e svantaggi del lavoro agile per imprese e persone.

I vantaggi dello smart working per lavoratori e aziende

Il primo, evidente vantaggio legato all’adozione dello smart working è la flessibilità e l’autonomia. Una persona può decidere di lavorare da casa senza doversi per forza spostare e perdere tempo prezioso tra preparativi e spostamenti. Inoltre, può organizzare il tempo decidendo di lavorare senza orari stabiliti (a patto che raggiunga gli obiettivi prefissati): ciò vuol dire molto soprattutto per chi ha una famiglia e deve bilanciare la vita privata con la vita professionale.

Un altro vantaggio è l’aumento della produttività: sentendosi responsabilizzati e non controllati, le persone raggiungono più facilmente gli obiettivi e ottimizzano le proprie performance. Sentendosi appagati dalla possibilità di lavorare in modo flessibile, le persone tendono a dare di più.

Inoltre, lo smart working permette di lavorare ovunque: da casa, ma anche in un caffè, in uno spazio di co-working, persino immersi nella natura. In moltissimi hanno intrapreso l’attività di nomadi digitali, cioè di lavoratori attivi nei più diversi campi professionali (dalla traduzione al web marketing, dall’assistenza clienti alla programmazione informatica) che si trasferiscono periodicamente da un paese all’altro, inseguendo costi di vita inferiori o climi più miti.

E a questo proposito, ai vantaggi sopra elencati si aggiunge il risparmio di denaro e la riduzione degli sprechi: non dovendosi spostare per andare in ufficio, un dipendente evita di consumare benzina oppure di utilizzare metro, tram e autobus, con un discreto risparmio sulle spese e facendo la propria parte nella riduzione dell’inquinamento.

Le persone con mobilità ridotta, per di più, non devono sopportare alcuna difficoltà per spostarsi verso il posto di lavoro.

Anche le aziende godono di numerosi vantaggi scegliendo per i propri dipendenti e collaboratori lo smart working. Intanto, in linea di massima, responsabilizzando i lavoratori, si ottiene una produttività maggiore; i costi per gli spazi fissi e tutte le spese a essi legati si riducono: grazie alle politiche di lavoro agile, ma anche di desk sharing, i costi legati a luce, riscaldamento, materiali di lavoro si fanno meno onerosi. Offrendo maggiore flessibilità, infine, il rischio di assenteismo cala

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Smart working: gli svantaggi per le imprese e le persone


Come dicevamo, lo smart working può portare con sé anche diversi svantaggi sia per chi lavora, sia per chi il lavoro lo offre.

I lavoratori, intanto, possono trovare difficoltà a separare il tempo dedicato al lavoro dal tempo dedicato alla propria vita: e a patirne le conseguenze sono più di frequente le donne. Trovare un buon work-life balance è complicato e c’è il rischio di non concentrarsi abbastanza se a casa le distrazioni abbondano. La comunicazione con l’azienda e i colleghi può essere più difficoltosa, inoltre manca in concreto il rapporto umano.

Un altro rischio da non sottovalutare è l’isolamento: il lavoratore, in solitudine, può maturare ansia e sconforto. La flessibilità, poi, può essere una lama a doppio taglio: senza una buona organizzazione, c’è il rischio di dilatare a dismisura il tempo dedicato al lavoro.

Esistono svantaggi anche per le aziende. Intanto, concedere autonomia significa non avere il pieno controllo dell’attività dei propri dipendenti: per questo è importante fissare obiettivi chiari da raggiungere. Non poter incentivare faccia a faccia i propri dipendenti può peggiorare i risultati e la produttività. La conoscenza scarsa e nulla degli strumenti informatici, inoltre, può voler dire dedicare del tempo alla formazione dei propri dipendenti (magari su software ad hoc).


Conclusioni: lo smart working è il futuro?

Risposta secca: , o meglio, sicuramente è parte del futuro del mondo del lavoro. Basti pensare a quanti settori già utilizzano con successo il lavoro agile e in quanti se ne dicono soddisfatti. Non tutti i lavori possono essere svolti in smart working, ma in moltissimi sì: e il futuro prossimo del lavoro sarà sempre più agile, flessibile e autonomo. 

 

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