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Martedì, 19 Luglio 2022 18:16

Carburante, è emergenza: ecco le agevolazioni.

sconto di 30 centesimi su benzina e diesel prorogato al 21 agosto in Italia. 

Caro carburante, sconto di 30 centesimi su benzina e diesel prorogato al 21 agosto in Italia. A firmare il decreto interministeriale il ministro dell'Economia e delle Finanze, Daniele Franco e il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Si estende così fino a tale data il taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione. Lo si legge su Adnkronos.

Bonus 200 euro dipendenti nel privato.

Pronte le istruzioni per i datori di lavoro del settore privato che intendono erogarli ai propri dipendenti Buoni benzina fino a 200 euro per i dipendenti nel privato, pronte le istruzioni per i datori di lavoro del settore che intendono erogare ai propri lavoratori il bonus introdotto per contenere gli impatti economici dovuti all’aumento del prezzo dei carburanti (Dl n. 21/2022). bonus, che possono essere erogati solo nel 2022 e fino a un massimo di 200 euro per lavoratore, non sono tassati in capo ai dipendenti e sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa. La circolare n. 27/E, firmata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, specifica quali sono i datori di lavoro e i lavoratori interessati dal beneficio, le modalità di erogazione e le regole da seguire nel caso in cui siano riconosciuti come premio di risultato. In base alla norma, spiega l'Agenzia delle Entrate, possono accedere al beneficio i datori di lavoro privati. Sono invece escluse dall’agevolazione le amministrazioni pubbliche. Quanto alla categoria di lavoratori destinatari dei buoni benzina, è essenziale che si tratti di titolari di reddito di lavoro dipendente. Considerato che la norma è volta a indennizzare i dipendenti di datori di lavoro privati dei maggiori costi sostenuti a seguito dell’aumento del prezzo dei carburanti, i buoni possano essere corrisposti dal datore di lavoro da subito, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.

Codacons: è emergenza

Ancora rialzi per i prezzi dei carburanti, con la benzina che oggi, in modalità self, ha raggiunto la media di 2,075 euro al litro e il gasolio che schizza a una media di 2,030 euro al litro, mentre in modalità servito la benzina viaggia spedita verso i 2,3 euro al litro (2,276 euro in alcuni impianti). Lo denuncia il Codacons, che diffonde i numeri sulle ripercussioni del caro-carburante sulle tasche delle famiglie italiane. Oggi un litro di verde costa il 28,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, e per un pieno di benzina occorre sborsare circa 23 euro in più – analizza l’associazione – Va peggio per il gasolio, il cui prezzo sale del 37,5% su base annua con un maggiore costo per il pieno di 27,7 euro. Considerata un’auto di media cilindrata, una famiglia spende oggi 552 euro in più all’anno per i rifornimenti di benzina, e addirittura +664 euro annui per quelli di gasolio. Senza considerare gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio, ovviamente. "Siamo in presenza di una emergenza nazionale – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – e il Governo non sembra pronto ad adottare misure di contrasto. I rincari delle ultime settimane si registrano nonostante il sensibile calo delle quotazioni del petrolio, oggi attorno ai 112 dollari al barile, a dimostrazione delle speculazioni che interessano i prezzi dei carburanti. Per questo ci siamo rivolti con un esposto all’Antitrust e a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, e attendiamo con fiducia l’apertura di nuove indagini da parte della magistratura volte ad accertare possibili illeciti sui listini alla pompa", conclude Rienzi.

FDI, la soluzione è nel liberalizzare lo smart working

Liberalizzare subito lo smart working per contrastare il caro carburante. E' quanto chiedono i deputati di Fratelli d'Italia Massimiliano De Toma della commissione Attività produttive e Walter Rizzetto della commissione Lavoro pubblico e privato. "I costi dei carburanti, nonostante la modesta defiscalizzazione operata dal Governo che li aveva ricondotti a circa 1,75 euro/litro, sono tornati a salire con punte sino a 2,30 euro litro al servito: è evidente che sono tutt'ora in atto forti speculazioni che non si è stati in grado di fermare e che si è tornati alla situazione precedente agli interventi del governo - dichiarano i deputati Fdi in una nota - Capiamo che la coperta sia corta, nonostante i fondi del Pnrr, ma per tagliare ancora i costi fiscali sui prodotti energetici che sono divenuti nuovamente insostenibili, senza introdurre nuove tasse, vanno trovate delle soluzioni concrete anche rimettendo mano alla revisione della spesa pubblica improduttiva".