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Venerdì, 16 Settembre 2022 12:17

Tel Aviv. Con voto OMS proibizionismo del vino in Europa. Entro il 2025 10% di consumi pro capite.

Scritto da Angela Curatolo

 ‘European framework for action on alcohol 2022-2025’, le linee guida vietano pubblicità di alcol e vino e non fanno differenza tra compulsivi e moderati. Una decisione che potrebbe mettere un settore da 7 miliardi in Europa in ginocchio.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)-Regione Europa ha adottato integralmente la propria risoluzione ieri a Tel Aviv nel documento Oms ‘European framework for action on alcohol 2022-2025’. Un documento che potrebbe mettere in crisi un comparto, quello del vino europeo che, solo nel nostro Paese conta 1,2 milioni di addetti e un surplus commerciale con l’estero di circa 7 miliardi di euro annui. Lo fa sapere la Uiv – unione italiana vini che parla di "Linee guida choc su consumi di alcol, e Italia e Ue in silenzio", dicono, potrebbero essere l’inizio di una nuova ondata proibizionista per il settore, il contrasto al consumo dell’alcol avviene con un obiettivo di riduzione del 10% pro-capite entro il 2025.

Tra le politiche che l’organizzazione, senza distinzione tra compulsivi e moderati, ha “l’obiettivo di taglio lineare ai consumi anche di vino, proporrà ora ai Paesi interessati, l’aumento della tassazione, il divieto di pubblicità/promozione/marketing in qualsiasi forma, la diminuzione della disponibilità di bevande alcoliche, l’obbligo di ‘health warning’ in etichetta e un nuovo approccio alla concertazione delle politiche che vedrebbe totalmente escluso il settore vini dal dibattito”.

Le linee guida sono state accolte integralmente senza alcuna opposizione da parte delle delegazioni (anche quella italiana).

Questo documento si discosta da quanto previsto dalla ‘Global alcohol strategy’ approvata lo scorso maggio dalla stessa Oms e dalla votazione al ‘Cancer plan’ da parte del Parlamento europeo che avevano rimarcato l’esigenza di focalizzare l’azione sul consumo dannoso di alcol.

Il testo si basa sul concetto di consumo “no safe level”, solo qualche mese fa fortemente contestato in sede di voto al Cancer plan dell’Europarlamento. Secondo Uiv, l’obiettivo di taglio lineare ai consumi anche di vino – senza distinzione tra quelli compulsivi e moderati, oltre che tra le tipologie di bevande – risulta essere decisamente lontano dall’approccio alle politiche di prevenzione e formazione promosse dal nostro comparto, oltre che dai modelli di consumo moderato prevalenti in Italia di cui l’Europa non tiene conto. La storia – ha aggiunto Uiv – ci ha insegnato come il proibizionismo non sia la soluzione per sconfiggere la piaga dell’alcolismo, ma soprattutto come il vino sia un simbolo del bere responsabile, della Dieta mediterranea e non certo protagonista del binge. Per questo l’associazione si appella alla politica, che in questo caso si è dimostrata sorda e distratta, per cercare di tutelare uno dei capisaldi del made in Italy, ma anche di un tessuto sociale di migliaia di viticoltori, custodi dei territori e di una cultura millenaria parte integrante del nostro Paese.

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