Questo genera una serie diritti e doveri.
Al cittadino in cambio delle imposte (tasse volgarmente) che paga vengono corrisposti i servizi : la scuola, la sanità ed altro. In questo Paese non tutti pagano le imposte per un ammontare annuale di circa 100 (dico cento) miliardi di euro ma tutti, indistintamente, credono di aver il diritto di usufruire dei servizi erogati dallo Stato. Questo fa sì che per tanta gente ad un diritto non corrisponde il dovere di contribuire, con le imposte, a produrre servizi. Ciò comporta che le imposte di quelli che le pagano non sono sufficienti a elargire servizi anche a quelli che non le pagano perché, e purtroppo, la moneta ha una caratteristica: la scarsità.
Al fine di elargire i servizi a tutti bisognerebbe cercare di eliminare il mancato pagamento delle imposte abolendo la tessera sanitaria e sostituirla con un certificato che attesti di aver fatta la dichiarazione dei redditi e, quindi, di aver pagato quanto dovuto.
Dichiarazione che permetterebbe di accedere a qualsiasi pubblico servizio: ad avere il medico di famiglia, l'accesso all'ospedale, alla scuola pubblica, ecc. ecc. Ovviamente, chi non è stato favorito dalla natura o dalla vita presenterà un certificato di esenzione in base al principio della dovuta umana solidarietà per accedere ugualmente ai pubblici servizi.
Questo metodo scoverebbe tutti gli sconosciuti al fisco ed, eventualmente, permetterebbe un controllo se il dichiarato corrisponde al vero e se il pagato corrisponde a quanto stabilito dall'articolo 53 della Costituzione che, non ammettendo distinzione alcuna, precisa "ubi lex non distinguit nec nos distinguere debemus".
Certo, a lungo andare un sistema non può funzionare bene se al dare da parte dello Stato non corrisponde il dovuto da parte dei cittadini. Ad un diritto deve corrispondere un dovere. Dicevano i Romani: "do ut des".
Ad ogni utile fine, chiarisco che il così chiamato reddito di cittadinanza non è un "reddito" che si aggiunge alle entrate del bilancio dello Stato ma un "sussidio" che grava, pesantemente, sul bilancio dello Stato. Perché cambiare il significato alle parole:"Cui prodest"?.



