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Mercoledì, 28 Giugno 2023 17:25

Lagarde, a luglio rialzo tassi interesse. Tajani: rischio blocco prestiti alle imprese e recessione

"Vogliamo restare in territorio restrittivo abbastanza a lungo per raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%. Recessione in zona euro? Scenario non la include, ma rischio c'è sempre"

Si legge su Adnkronos.  "Molto probabile" un nuovo aumento dei tassi da parte della Bce a luglio, "se lo scenario resta questo". Ad annunciarlo è la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nel corso di un evento in occasione della conferenza annuale di Sintra. "Alla Bce - ha spiegato - abbiamo fatto tanta strada, abbiamo alzato in poco tempo in circa un anno i tassi di 400 punti base ma abbiamo ancora della strada da fare. Ci basiamo sui dati e decideremo meeting per meeting ma sappiamo che c'è strada ancora da fare e se lo scenario resta questo a luglio è molto probabile un aumento dei tassi". Per quanto riguarda la riunione di settembre dell'Eurotower, Lagarde non si sbilancia: "Siamo dipendenti dai dati. Avremo ricevuto molto più dati da qui a settembre e ci saranno le nuove previsioni. Avremo tanti dati in mano per poter decidere". "Non stiamo considerando una pausa sul rialzo dei tassi in questo momento. Se guardo indietro l'inflazione era al 10,3% al più alto livello mentre ora è attorno al 6%, ma non sappiamo ancora se questa discesa sia effettiva", spiega ancora Lagarde, sottolineando che "vogliamo restare in territorio restrittivo abbastanza a lungo per raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%".

"Il nostro scenario di base non include una recessione" nella zona euro "ma il rischio ci può sempre essere", sottolinea ancora, aggiungendo: "Nel primo trimestre il pil è stata piatta, non negativa. Mentre nel secondo trimestre non ci dovrebbe essere una ripresa significativa. Nel terzo trimestre il pil dovrebbe essere moderato. Per l'intero anno puntiamo su una crescita dello 0,9%", spiega Lagarde.

Tajani, non condivido di annunciare in anticipo, l'aumento dei tassi

A stretto giro la replica di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. "Io credo che non sia giusto continuare ad aumentare i tassi di interesse, non condivido le scelte di annunciare in anticipo, come ha fatto la presidente della Bce, l'aumento dei tassi - dice Tajani a margine del Congresso della Confsal - La nostra inflazione non è un'inflazione provocata da fatti interni, e questo giustificherebbe l'aumento dei tassi di interesse, cosa che sta accadendo in America: la nostra inflazione è provocata da fatti esterni, cioè dalla guerra in Russia, dal costo delle materie prime".

"Ora però - continua - dobbiamo lavorare per aiutare le imprese. Rischiamo che un aumento dei tassi di interesse blocchi i prestiti alle imprese con conseguente riduzione della competitività e rischio di recessione, come successo in Germania. Noi dobbiamo andare avanti e aumentare la produttività e aiutare le imprese".

Lagarde su inflazione e costo del lavoro

Parlando l'inflazione, Lagarde dice che nella lotta per riportarla a livelli vicini al target del 2% alla Bce "abbiamo compiuto progressi significativi. Tuttavia, a fronte di una dinamica inflazionistica più persistente, non possiamo vacillare e non possiamo ancora dichiarare vittoria". "L'inflazione nell'area dell'euro è troppo alta ed è destinata a rimanere tale per troppo tempo - sottolinea - Ma la natura della sfida all'inflazione nell'area dell'euro sta cambiando. Stiamo assistendo a un calo del tasso di inflazione man mano che gli shock che originariamente l'avevano fatto salire diminuiscono e le nostre azioni di politica monetaria vengono trasmesse all'economia". "Ma questi shock continuano a trasmettersi" all'economia dell'Eurozona "rendendo più lento il calo dell'inflazione e più persistente il processo inflazionistico", osserva Lagarde. Nelle crisi passate, "la tendenza delle imprese era stata quella di assorbire l'aumento dei costi nei margini di profitto, dal momento che una crescita più lenta rendeva i consumatori meno disposti a tollerare aumenti dei prezzi. Ma le condizioni speciali che abbiamo vissuto l'anno scorso hanno ribaltato" questo scenario e i profitti delle aziende "hanno contribuito per circa due terzi all'inflazione interna nel 2022, mentre nei 20 anni precedenti il ​​loro contributo medio era stato di circa un terzo", ovvero la metà. Lagarde punta il dito sul ruolo delle aziende nella corsa dei prezzi, una dinamica che "ha portato gli shock ad alimentare l'inflazione molto più rapidamente e con forza che in passato".

"Anche se attualmente non vediamo una spirale salari-prezzi o un disancoraggio delle aspettative, più a lungo l'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo, maggiori diventano tali rischi. Ciò significa che dobbiamo riportare l'inflazione al nostro obiettivo a medio termine del 2 per cento in modo tempestivo. Ma perché ciò accada, dobbiamo garantire che le imprese assorbano l'aumento del costo del lavoro nei loro margini", dice la presidente della Banca Centrale Europea.

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Giugno 2023 17:32

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