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Venerdì, 01 Marzo 2024 12:05

Strage di Erba, a Brescia l'udienza sulla revisione

Azouz: "Emozionato, revisione è mia rivincita" - Sì alle telecamere in aula, ma Olindo e Rosa non saranno ripresi.

Il padre e marito di due delle quattro vittime del massacro oggi a Brescia per l'udienza di revisione: "Credo non sia stata fatta giustizia e ora spetta ai giudici farla".  Si legge su Adnkronos.

In aula l'accusa prenderà la parola per prima: facile prevedere che si pronuncerà per l'inammissibilità del ricorso della difesa (gli avvocati Fabio Schembri, Nico D'Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello) che ha, al suo arco, medici e consulenti di fama internazionale, oltre a una ventina di testimoni. La lista presentata è lunga tra vicini di casa intervenuti per primi la sera della strage, l'ex brigadiere di Como che eseguì l'accertamento tecnico sulla macchia di sangue di Valeria Cherubini trovata sul battitacco della Seat Arosa di Olindo, il testimone che raccontò di una faida per il controllo dello spaccio che avrebbe coinvolto il marito di Raffaella e l'assenza di intercettazioni su giornate cruciali per le indagini.

"Sono emozionato, stiamo avendo la nostra rivincita. Inizialmente pensavo che Olindo e Rosa fossero colpevoli, poi già nel primo anno dopo il massacro ho cambiato idea e ora credo che non è stata fatta giustizia. Oggi possono riparare". Lo spiega Azouz Marzouk, marito e padre di due delle quattro vittime della strage di Erba, entrando nell’aula di Brescia dove inizierà l’udienza del processo di revisione. “La pista della droga è quella che tutti vogliono far credere, ma mi danneggia visto che mi sto trasferendo in Italia. Credo non sia stata fatta giustizia e ora spetta ai giudici farla", conclude. A quasi 18 anni di distanza, in aula si parlerà ancora di quanto accaduto nella corte di via Diaz a Erba la sera dell'11 dicembre del 2006, quando sotto i colpi di spranga e coltelli vengono uccisi Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef Marzouk di soli due anni, la nonna materna del piccolo Paola Galli (57). Olindo e Rosa saranno ci saranno, ma lontano dai giornalisti accreditati a cui sarà possibile seguire l'udienza solo da uno schermo, in una stanza accanto. Assenti (tranne Azouz) i parenti dei familiari delle vittime, parti civili, che preferiscono restare lontano dal circo mediatico.

Telecamere in aula, ma niente riprese per Olindo e Rosa. I giudici della seconda sezione penale della corte d'Appello di Brescia hanno intanto ammesso le telecamere in aula, le riprese verranno effettuate da tre macchine fisse di 'Un giorno in Pretura', ma Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all'ergastolo per il quadruplice omicidio, hanno chiesto e ottenuto di non essere ripresi. Si tratta del primo atto dell'udienza da cui sono esclusi i giornalisti. Un atto al buio: finora i giornalisti non hanno potuto neppure ascoltare l'audio dell'aula e gli interventi delle parti sull'ammissione delle telecamere. In sala stampa la scritta 'La legge è uguale per tutti' è rimasta finora fissa sugli schermi predisposti per far seguire l'udienza.

 

 

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