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Venerdì, 05 Aprile 2024 13:05

Il terremoto che distrusse L'Aquila.

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La scossa distruttiva si verificò il 6 aprile 2009 alle ore 3:32.

L'Aquila. Era la notte del 2009, tra il 5 e 6 aprile, quando una serie di eventi sismici, verificati nel corso del tempo, iniziati nel 2008, culminò alle ore 3:32, con una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 sulla scala della magnitudo locale), con epicentro nella zona compresa tra le frazioni di Roio Colle, Genzano di Sassa e Collefracido (località Colle Miruci a Roio). Il terremoto ha causato complessivamente 309 vittime, oltre 1 600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.

Nelle 48 ore dopo la scossa principale, si registrarono altre 256 scosse o repliche, delle quali più di 150 nel giorno di martedì 7 aprile, di cui 56 oltre la magnitudo 3,0 ML. Tre eventi di magnitudo superiore a 5,0 avvennero il 6, il 7 e il 9 aprile. Dall'esame dei segnali della stazione INGV aquilana (AQU, ubicata nei sotterranei del Forte spagnolo) furono conteggiate oltre 10.000 scosse.

Nei giorni successivi alla scossa principale altri intensi focolai sismici si svilupparono a sud-est del capoluogo (Valle dell'Aterno, epicentro Ocre: scosse del 7 e dell'8 aprile 2009 con magnitudo tra 3,0 e 5,6 Mw) e poco più a nord (zona del Gran Sasso, epicentro Campotosto: scosse del 6, 7, 8, 9, 10 e 13 aprile 2009 con magnitudo tra 3,1 e 5,4 Mw). Lo sciame sismico successivo all'evento principale del 6 aprile si sposta dunque in zone limitrofe a nord-ovest della città e in generale della conca aquilana (Pizzoli, Campotosto e Montereale).

Da allora tutto cambiò, un evento che traumatizzò l'Abruzzo e l'Italia.

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