Izs di Abruzzo e Molise nominato referente Oie - Organizzazione mondiale della sanità animale - per la febbre West Nile.
Nel corso della 78esima sessione generale dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) tenutasi a Parigi, l'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" è stato riconosciuto laboratorio di referenza Oie per la febbre West Nile. Con questa designazione salgono a 11 i laboratori di referenza dell’Oie attribuiti all’Italia.
I Laboratori di Referenza sono centri di expertise che, tra le diverse funzioni, hanno in particolare quella di assicurare la standardizzazione delle tecniche diagnostiche applicate alle malattie degli animali, di fornire assistenza tecnico-scientifica e consulenza specialistica sulla Sorveglianza e la Profilassi delle malattie di interesse veterinario, organizzare periodi di formazione per il personale di laboratori dei Paesi membri dell'OIE e coordinare studi tecnici e scientifici in accordo con altri Laboratori od Organizzazioni.
La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Così si legge sul sito ufficiale dell'ISS Istituto Superiore di Sanità.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.
Isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome), il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
Il sintomi
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, fino a 21 giorni.
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.
Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:
usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
usando delle zanzariere alle finestre
svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.
Terapia e trattamento
Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.



