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Il Sistema produttivo culturale e creativo abruzzese genera 1,3 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024 (+1,8% sul 2023) e occupa oltre 22.800 addetti
Pescara, seguita da Chieti, guida la classifica del valore aggiunto e dell'occupazione nei settori culturali e creativi. Mentre Chieti, seguita da Pescara, è prima per numero di professionisti della cultura attivi nei settori manifatturieri e dei servizi
L'Aquila prima per valore aggiunto e occupazione per patrimonio artistico e performing arts
Teramo prima con Pescara nel mondo software e seconda nell'editoria, sempre per valore aggiunto e occupazione
Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola e Roberto Di Vincenzo, amministratore Fondazione Symbola: "La cultura deve diventare leva di sviluppo regionale. È una scelta strategica per costruire futuro in Abruzzo".
Nel 2024 il Sistema produttivo culturale e creativo (SPCC) dell'Abruzzo produce 1,314 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 3,6% dell'economia regionale, con una crescita +1,8% rispetto al 2023. Gli occupati sono 22.857, pari al 4,0% del totale regionale.
I dati relativi all'Abruzzo emergono dal Rapporto Io sono cultura 2025 di Fondazione Symbola. Il Rapporto, giunto alla quindicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, in collaborazione con Deloitte, l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo e Fornasetti, con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Esaminare il Sistema produttivo culturale e creativo vuol dire analizzare il contributo alla ricchezza e all'occupazione regionale sia dei settori culturali e creativi - che sono Editoria e stampa, Architettura e design, Software e videogiochi e Performing arts e arti visive, Gestione del patrimonio storico e culturale, Audiovisivo e musica - sia dei professionisti della cultura che operano in contesti aziendali altri, come ad esempio un designer attivo in un'azienda di moda o un comunicatore in un'azienda meccanica.
Il Sistema produttivo culturale e creativo in Abruzzo, grazie a 22.800 occupati, ha generato 1,3 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024, di cui 671 milioni di euro e 11.922 addetti generati direttamente dai settori culturali e creativi, mentre meno del 50% del valore aggiunto e dell'occupazione è generato dall'attività di professionisti culturali che lavorano fuori dagli stessi.
Il Sistema produttivo culturale e creativo regionale vede, nel complesso, questa distribuzione provinciale relativa al valore aggiunto e al numero degli occupati: Chieti registra 414 milioni di euro di valore aggiunto, con 7.061 occupati; Pescara 389 milioni di euro con 6.826 occupati; L'Aquila 250 milioni di euro e 4.316 occupati; Teramo 262 milioni di euro e 4.654 occupati.
Pescara guida la classifica del valore aggiunto e dell'occupazione nei settori culturali e creativi, con 220 milioni di euro di valore aggiunto e 3.861 occupati, segue Chieti con un valore aggiunto di 161 milioni di euro e occupazione di 2.956 addetti, sempre nello stesso ambito. Inoltre Chieti, seguita da Pescara, è prima per numero di professionisti della cultura attivi nei settori manifatturieri e dei servizi.
L'Aquila prima per valore aggiunto e occupazione per patrimonio artistico e performing arts. Teramo prima con Pescara nel mondo software e seconda nell'editoria, sempre per valore aggiunto e occupazione.
In relazione ai settori trainanti emerge che i domini culturali che incidono maggiormente sulla ricchezza regionale sono: Editoria e stampa con 24,4%; Architettura e design con il 24,3%; seguono Software e videogiochi con il 14,3% e Performing arts e arti visive con 10,9%.
Le dinamiche di crescita. Software e videogiochi registrano un +14,3% di valore aggiunto e +13,8% occupati; il settore Comunicazione +10,1% di valore aggiunto e +12,7% occupati; Performing arts e arti visive +10,9% valore aggiunto e +12,2% di occupazione; il Patrimonio storico-artistico registra +5,8% di valore aggiunto e +6,7% di occupazione; il settore audiovisivo e musica registra una crescita più contenuta (+10,1% valore aggiunto; +4,8% occupazione).
Le criticità. Il comparto Architettura e design evidenzia una contrazione (-24,3% valore aggiunto; -22,4% occupazione), legata alla fine degli incentivi fiscali edilizi (Superbonus e affini) e al conseguente rallentamento degli investimenti nel 2024.
«In Abruzzo la cultura deve diventare un'infrastruttura di sviluppo: non un capitolo a parte, ma una leva trasversale per alzare la qualità della vita dei cittadini, rendere più competitive le filiere produttive e più attrattivi i territori - commentano Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola e Roberto Di Vincenzo, amministratore Fondazione Symbola -. Significa investire in competenze, luoghi, progettualità e reti che tengano insieme identità e innovazione, coesione e sostenibilità. In un tempo di transizione ecologica e demografica, mettere la cultura al centro vuol dire rafforzare resilienza, trattenere talenti, generare nuove opportunità. È una scelta strategica per costruire futuro in Abruzzo».
Chi è Fondazione Symbola. Fondazione Symbola è una fondazione indipendente che dal 2005 lavora per dare forza alla Qualità italiana, mettendo in luce – con numeri e storie – l'Italia che funziona. Racconta persone, imprese e territori che trasformano cultura, sostenibilità, coesione e innovazione in competitività, dimostrando che la qualità non è un tratto identitario astratto, ma un modello concreto di sviluppo.
Symbola lo fa innanzitutto attraverso ricerche e rapporti che sono diventati nel tempo punti di riferimento nel dibattito pubblico ed economico. Dal rapporto Io sono Cultura, che misura il valore del sistema culturale e creativo, a GreenItaly, dedicato al ruolo della sostenibilità come leva competitiva per le imprese; da Coesione è Competizione, che analizza il legame tra qualità del lavoro, reti e performance economiche, fino ai numerosi studi sulle filiere del Made in Italy – dall'agroalimentare all'edilizia sostenibile, dal design al restauro – Symbola produce dati e chiavi di lettura utili a orientare scelte pubbliche e private.
Accanto alla ricerca, la Fondazione promuove iniziative capaci di attivare nuove generazioni e diffondere una cultura della sostenibilità. Tra queste, il Premio 10 Tesi per la Sostenibilità, che valorizza ogni anno giovani laureati e dottorandi impegnati su temi cruciali per il futuro del Paese. Il Premio è realizzato con il coinvolgimento di oltre 20 atenei partner e, già nella sua prima edizione, ha registrato più di 2.000 partecipanti, creando un ponte concreto tra mondo accademico, imprese e politiche pubbliche.
Symbola lavora anche per rafforzare il racconto dei punti di forza dell'Italia all'estero. Con il rapporto annuale Italia in 10 Selfie, realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la Fondazione offre una sintesi efficace e basata su dati delle eccellenze italiane in settori chiave – dalla manifattura sostenibile all'economia circolare, dalla cultura al design. Il rapporto è prodotto in 10 lingue e promosso attraverso la rete delle Ambasciate italiane nel mondo, contribuendo a migliorare la percezione internazionale del Paese e a sostenere l'attrattività del sistema Italia.
I dati nazionali, la cultura come motore dell'economia nazionale. La cultura è per l'Italia molto più di un patrimonio simbolico: è un fattore strutturale di sviluppo. Un sistema economico che intreccia imprese, istituzioni pubbliche e terzo settore e che nel 2024 ha continuato a crescere, raggiungendo 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto, in aumento del 2,1% rispetto all'anno precedente e del 19,2% rispetto al 2021. Si tratta di una filiera articolata e diffusa, in cui operano quasi 289 mila imprese, in crescita dell'1,8% sul 2023, insieme a oltre 27.700 organizzazioni non profit impegnate nelle attività culturali e creative, pari al 7,6% del totale del settore non profit. Un ecosistema che contribuisce in modo significativo alla vitalità economica e sociale dei territori. Ma il contributo della cultura e della creatività offre una misura ancora più ampia del suo impatto. Considerando anche gli effetti indiretti e di filiera, il sistema culturale e creativo genera complessivamente 302,9 miliardi di euro di valore aggiunto, confermandosi una delle leve più rilevanti della qualità italiana.
Nel 2024 prosegue anche la ripresa del Mezzogiorno, che registra tassi di crescita superiori alla media nazionale sia in termini di valore aggiunto (+4,2% contro una media del +2,1%) sia di occupazione (+2,9% rispetto al +1,6% nazionale). In particolare, spiccano le performance di Calabria e Sardegna, entrambe con un incremento del valore aggiunto del 7,5%, accompagnato da una crescita dell'occupazione rispettivamente del 4,7% e del 6,2%.



