“Lasciamo i peccati a chi spettano...”. Breve ma importante la relazione tra i due personaggi che conserva colpi di scena. Il recital di sabato sera nasce proprio dalla scoperta artistica del gallerista Andrea Iezzi in collaborazione con Marzio Maria Cimini. Sulla scena della sala museale dell'edificio Cascella, la scultura di Torquato Tamagnini che ritrae Sibilla Aleramo seduta. L'opera è del 1914. Accanto alla statua la sedia originale di Duilio Cambellotti, un pezzo di antiquariato," il più prezioso del suo arredo nella casa romana", ed è proprio la stessa su cui era adagiata la scrittrice durante la creazione dell'opera.
“Ridevamo nudi al sole”. In tanti all'appuntamento con Franca Minnucci interprete del dialogo passionale, audace e poetico che racconta un frammento di questa storia. La fotografia letteraria di un attimo focale dei personaggi coinvolti che, di riflesso, rende partecipe Pescara. Insomma si è rivelato per gli spettatori un appuntamento con le radici. “L'amore lontano che forse non ritroverò mai più”.
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“Che dono sei stato per me Michele”. Un attimo di eterno vissuto grazie all'intuito e l'esperienza di Andrea Iezzi che ha saputo captare l'importanza dell'oggetto, l'opportunità di un viaggio nel passato da 'testimoni' attraverso la percezioni delle parole e le immagini dell'arte. La traccia che lega i protagonisti della storia, Duilio Cambellotti e Sibilla Aleramo, coetanei, forse amanti, partecipi dello stesso movimento romano. Torquato Tamagnini, la cui statua pescarese scomparve durante la guerra, fu lui a presentare nel 1915 Aleramo e Cascella, desideroso di incontrarla, colpito dal fascino trasgressivo della poetessa più discussa del suo tempo, femminista, anti convenzionale, definita da Iezzi stesso “anti litteram”. “Chi di noi era l'atteso e chi aspettava sul mare”.
“C'è il tuo genio nel tuo sorriso”. Questo momento è al centro del recital interpretato da Franca Minnucci, circondata dall'energia delle opere di Cascella, seduta sulla medesima sedia di Cambellotti, “sedia curule”, opere inedite di Tamagnini, la poesia di Aleramo, l'atmosfera del Museo. Una serata con una valanga di suggestioni e ricordi degli ultimi momenti della Bella Epoque. “Amo il sorriso, malizia di ragazzo, magia di eroe”. Un finale a sorpresa: l'attrice Minnucci 'centellina' le ultime parole distribuendo tra il pubblico il ritratto di un'opera di Cascella, lasciando vivere un momento 'sinestetico'. “Nuda nel sole e immobile...nuda per te...rido sul mondo...e poi due braccia, le tue, che mi sollevino verso la prima stella della sera”.
Applausi a scena aperta.
Presente all'incontro l'assessore alla cultura pescarese, una sorridente e entusiasta Paola Marchegiani a cui sono andati i ringraziamenti per aver collaborato alla riuscita della serata.



