“Il project financing - ha affermato D’Alfonso - non è un mezzo alternativo alla gara: è pura velocizzazione della fase progettuale. E’ uno strumento che preferisco poiché, operando in regime ordinario, per la realizzazione di altri precedenti ospedali ci sono voluti 30 anni”. E ancora: “Alla gara parteciperanno tutti, compreso il promotore del progetto. Quantità, qualità e oggetto della convenzione saranno definiti dalla gara, così come la durata e la tipologia della gestione dei servizi. Su questa procedura e sulle altre che attiveremo vogliamo un livello elevatissimo di partecipazione”.
Poi D’Alfonso ha svelato: “Due imprenditori del settore mi hanno detto che non parteciperanno alla gara perché un giornale digitale aveva scritto che il vincitore dell’appalto sarebbe già noto: Maltauro. Voglio specificare a tal proposito che la Maltauro è stata da me incontrata solo e sempre insieme alla Giunta, e vi sono tracce verbali concrete ed esibibili. Quindi sarà la magistratura a vagliare questi scritti giornalistici. Io mi auguro soltanto la partecipazione più ampia perché la concorrenza abbassa il prezzo”.
La trasparenza sull’operazione c’è: “La proposta di Maltauro è stata depositata prima del mio arrivo e mi sembra strano che non sia stata analizzata all’epoca. Noi l’abbiamo valutata in ogni aspetto, ora è la Asl teatina che deve sviscerarla e relazionare”.
L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha voluto aggiungere: “Leggo di fantomatici costi miliardari. Non si può conteggiare il costo della costruzione (251 milioni) insieme ai costi della gestione, è un falso. Così come è folle proporre la frammentazione dell’ospedale in più sedi: è ovvio che la dispersione fa aumentare i costi”.



