Ci eravamo chiesti, qualche giornata fa, come si dovessero impiegare le rimanenti partite di campionato, oggi abbiamo la risposta: divertiamoci a vedere cosa combina Zeman, cerchiamo di capire come sfrutterà una stanchissima coda di serie A per preparare la prossima stagione. Sembra quasi arrogante dirlo, ma tra i tifosi si respira un entusiasmo nascosto, si ha timore di manifestarlo, apparirebbe fuori luogo. Però c’è vita sotto la coltre, la si vede quando nei bar si prova ad immaginare la formazione, quando si prova a scovare chi sarà il nuovo Insigne, chi il nuovo Sansovini, mentre – consentiteci – di Verratti ce n’è uno solo. Al gioco, dunque, partecipiamo anche noi, iniziando la nostra indagine dalle dichiarazioni del mister.
“Dobbiamo ragionare partita dopo partita, tutti i giocatori sono adatti al mio calcio”. Zeman inizia la sua seconda avventura pescarese con due piccole bugie nel segno delle frasi fatte: la squadra è ultima e senza alcuna chance di salvezza, non si ragiona partita dopo partita ma in termini di prospettiva; sono davvero pochi i giocatori adatti al suo calcio e il Pescara ha dei problemi da risolvere in questo senso. La campagna acquisti invernale ha portato in biancazzurro, tra gli altri, Bovo, Gilardino, Stendardo e Muntari, tutti sopra i 30 anni e tutti con carriere che dicono sazietà o certamente non fame. “Mi affiderò anche ai meno giovani”, spiega il mister. Dati i valori in squadra, non nutrivamo molti dubbi sul punto. La domanda è quella contraria, capire, cioè, se i meno giovani si affideranno a Zeman. Proseguendo nella metafora delle pance piene, i gradoni sono un piatto dalla digestione difficile. Sui gradoni di Zeman, poi, si potrebbe scrivere e parlare per ore: sono allegoria rocciosa di una fatica pulita, necessaria, personale, intima, eterna, bellissima.
Tra i pali giocherà Fiorillo, un po’ perché Bizzarri è un calciatore di 39 anni in scadenza di contratto, un po’ perché se un portiere non ha mai giocato è più facile chiedergli di uscire sul pallone fino quasi a metà campo. Con Zeman tornano valutazioni diverse, cambiano i parametri. Biraghi e Zampano ci sembrano adatti, hanno corsa e muscoli, saranno tra i titolari. Per quanto detto prima, giocherà Fornasier, al suo fianco immaginiamo Coda, perché alto e deciso negli interventi, i difensori zemaniani devono essere pronti ad anticipi rischiosi. La linea, come noto, sarà al livello del centrocampo, così, vista la mancanza di un centrale fulmineo, avremmo ipotizzato Zampano accorto in diagonale, tuttavia in panchina c’è l’inimitabile boemo, dunque Fiorillo giocherà un po’ più alto. Il centrocampo è scritto: Verre e Memushaj mezzali, perfetti per dinamismo, Bruno centromediano alla Togni in attesa di Brugman. Caprari, unico reduce del 2012, sulla sinistra, Benali a destra e Cerri centravanti per mancanza di alternative (Gilardino non convocato, così come Bahebeck). Il modulo lo avrete capito ma non serve che ve lo dica.
Naturalmente domani non vedremo la squadra di Zeman, troppo pochi i giorni di lavoro. Vedremo, però, qualche idea embrionale, come le posizioni in campo e i movimenti di base degli attaccanti. Il punteggio finale passerà in secondo piano e comunque, per citare il mister, il risultato è sempre casuale, la prestazione mai.
Probabili formazioni:
PESCARA (4-3-3): Bizzarri; Zampano, Coda, Fornasier, Biraghi; Memushaj, Bruno, Verre: Caprari, Benali, Cerri. All. Zeman
Squalificati: –
Indisponibili: Campagnaro, Bahebeck, Gilardino
GENOA (3-4-3): Lamanna; Munoz, Burdisso, Izzo; Edenilson, Cataldi, Hiljemark, Laxalt; Rigoni, Simeone, Palladino. All. Juric
Squalificati: –
Indisponibili: Biraschi, Perin, Ntcham, Veloso, Gentiletti



