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Mercoledì, 10 Maggio 2017 09:43

Teramo/divieto Asl. Arta revoca disposizione: acqua è potabile

Scritto da A.C.

I campioni risultano conformi ora.

 

Giulianova. Il sindaco revoca l'ordinanza di divieto.

In base all' esito degli esami analitici sui campioni d´acqua prelevati dalla ASL, risultati conformi alla vigente normativa, il sindaco Francesco Mastromauro ha firmato oggi, 10 maggio, la revoca dell'ordinanza emessa ieri relativa alla limitazione dell'uso di acqua in rete.

 

 La comunicazione di questa mattina Arta

La comunicazione di Revoca della ASL si legge sul sito Ruzzo reti: Nel corso di riunione in Prefettura, presieduta dal Presidente della Regione Luciano D'Alfonso e dal Prefetto di Teramo, l'ARTA ha comunicato i risultati dei sei campioni d'acqua prelevati, riferendo che "...in base alle analisi effettuate i campioni in esame sono conformi alla normativa vigente"

ragione di tale comunicazione l'A.S.L. ha informato che "...si revoca la disposizione e l'acqua può essere destinata ad uso potabile. Continuerà il monitoraggio con esecuzione dei prelievi in rete ed alle opere di captazione...".

 

Mercante, capogruppo m5s: “reponsabilità gravissime del governo regionale”.

 

Ieri scriveva Mercante: “Davvero sconcertante apprendere, in queste ore, che la Asl di Teramo ha vietato l’uso potabile dell’acqua quando, per tutto questo tempo, Ruzzo reti e Regione primis non hanno fatto altro che rassicurare i cittadini minimizzando il rischio di contaminazione dai laboratori del Gran Sasso”.

 

Questo il commento del Capogruppo del M5S a seguito del comunicato diramato ieri dalla Ruzzo reti, ha così proseguito: “Quello che mi lascia davvero senza parole non è soltanto il comportamento del gestore che evidentemente non è assolutamente in grado di garantire ai cittadini un’acqua quantitativamente e qualitativamente eccellente, ma soprattutto la superficialità con la quale il Governo regionale, che pur dovrebbe farsi garante del buon operato della Ruzzo reti, ha affrontato la questione. Mi riferisco, in particolare, alla risposta evasiva data alla interrogazione con cui, lo scorso mese di dicembre, avevo affrontato il tema chiedendo alla Giunta di spiegare una volta per tutte se vi fossero stati effettivamente sversamenti di inquinanti, quale fosse la qualità delle acque e quali i rischi per cittadini costretti, per di più, a pagare bollette sempre più esose. Insomma, quello che chiedevo al Governo regionale era di controllare e verificare quanto era accaduto e quanto stava ancora accadendo alla sorgente del Gran Sasso. Purtroppo quello che ho ottenuto è stata una risposta superficiale ed evasiva diretta soltanto a porre l’accento sulla importanza ed utilità dei laboratori del Gran Sasso e quindi sulla necessità di garantirne la coesistenza con la sorgente acquifera. Certamente – ha proseguito Mercante – nessuno nega il valore dell’INFN e del lavoro svolto ma è evidente che questo non deve avvenire a discapito della sicurezza e della salute dei cittadini. Omettere di verificare e controllare più attentamente, anche se ciò dovesse comportare decisioni gr avose, e permettere l’uso per fini potabili di un’acqua contaminata da sostanze tossiche e nocive è, da parte della Regione, gravissimo ed inaccettabile. Ed il risultato è che oggi – ha concluso Mercante – è stato vietato di bere acqua ai cittadini di 32 Comuni della provincia teramana dopo lo scalpore mediatico suscitato dalla vicenda, ma mi chiedo in passato se e quante e quali volte si sia fatto finta di nulla. Un intervento chiaro e definitivo, da parte della Giunta, che credo debba farsi carico, una volta per tutte, di risolvere il problema della convivenza sotto il traforo di due realtà difficilmente conciliabili, mi sembra il minimo che il Governo D’Alfonso possa fare a tutela e nell’interesse dei cittadini”.

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Maggio 2017 15:59