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ROMA - Oggi si è tenuta la riunione di tutti ex AN nella sala Tatarella della Camera e il presidente della camera Gianfranco Fini ha dichiarato apertamente:"La fase del 70 a 30 è finita. Mi auguro che Berlusconi accetti che esista un dissenso interno nel Pdl". e ha aggiunto"io non ho intenzione di togliere il disturbo né di stare zitto". Fini ha spiegato il suo stato d'animo con una frase di Ezdra Pound: ''se non si e' disposti a battersi per le proprie idee vuol dire che o non valgono le idee o non vale nulla la persona''.
Fini ha asserito durante la riunione: "Non ho posto questioni di organigramma ma è innegabile che Lega, allegato importantissime e leale, sia anche in questo momento il dominus". Fini inoltre ha chiarito: Il dibattito interno al Pdl ''non e' una riproposizione di attriti con Tremonti che anzi ha fatto un ottimo lavoro e senza di lui saremmo come la Grecia''. Una cinquantina di parlamentari hanno siglato il testo che esprime fiducia a Fini. Gli ex colonnelli, invece, sottolineano la scelta ''irreversibile'' del Pdl.
Gli ex di An hanno ascoltato la relazione del presidente della Camera e hanno firmato un ordine del giorno per assicurare il loro sostegno a Gianfranco Fini e per dire no a scissioni e al voto ancipato. Il documento è stato firmato da 50 parlamentari, 36 deputati e 14 senatori. Lo si apprende dagli uomini più vicini al presidente della Camera secondo le quali ''altri parlamentari, oggi assenti per vari motivi, non hanno potuto firmare il documento, ma hanno dato il loro assenso''.
74 ex parlamentari di Alleanza nazionale non di 'osservanza finiana' hanno, invece, firmato un documento in cui si definisce il Pdl una scelta ''giusta e irreversibile''. Pur senza sottovalutare i problemi ''politici e organizzativi'' che il partito deve affrontare''. Le stesse posizioni espresse da Fini dovranno trovare nei luoghi di discussione del partito la possibilità di essere affrontate. Nel Pdl deve esserci un ''costante, libero, proficuo confronto di idee'', garantendo al massimo ''la democrazia interna''. Tra le firme, quelle degli ex colonnelli Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Alterno Matteoli, più il ministro Giorgia Meloni, a lungo a capo dell'organizzazione giovanile di An.
Nel testo si afferma, tra l'altro, che occorre superare "definitivamente" le "quote di provenienza" tra gli ex di An e di Forza Italia attraverso "la convocazione di un nuovo congresso nazionale del Pdl da celebrare nei tempi più rapidi possibili". Per i firmatari del testo, inoltre, ''deve essere difeso il sistema bipolare, aprendo la stagione delle riforme istituzionali per il rafforzamento della democrazia diretta''. In particolare, scrivono i parlamentari non finiani, ''è necessario attuare, insieme al presidenzialismo, il federalismo fiscale in modo efficace e solidale''.
Fini ha dichiarato in merito: ''Bene che sia stato convocato il congresso e la direzione, anche se il fatto che la direzione sia stata convocata per la prima volta in un anno ci deve far riflettere''.
Silvio Berlusconi riunirà oggi i vertici del Pdl per discutere dei lavori della direzione nazionale e degli ultimi sviluppi dei rapporti con Gianfranco Fini con il nodo dell'eventuale nascita di una corrente 'finiana' nel partito. Lo riferiscono ambienti parlamentari della maggioranza secondo le quali alla riunione parteciperanno i due coordinatori Sandro Bondi e Denis Verdini (assente Ignazio La Russa, rimasto a Milano per impegni personali) e tre dei quattro capigruppo e vice: Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. All'incontro, secondo le stesse fonti, non ci sarà invece il 'finiano' Italo Bocchino.
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