Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Digital divide, in Abruzzo partono le sperimentazioni

Abruzzo

Questa è un'epoca di grandi innovazioni tecnologiche, dove tutto muta a una velocità sorprendente. Bisogna adeguarsi al sistema o si rischia di restare tagliati fuori. Aziende, negozi, intere fette di mercato si sono ormai spostate sul web.

 

 

La competizione è sempre più alta ed emerge solo chi affila meglio le armi del web marketing. Ecco perché il Governo ha subito preso le dovute misure per eliminare il digital divide in conformità col resto dell'Europa e rendere il nostro Paese più competitivo, perché non è solo importante esserci, ma anche essere veloci. Cosa significa? Significa che la velocità della connessione, in molti ambiti, gioca un ruolo cruciale. A chi piacerebbe attendere lunghe code nei negozi perché un pos, ora che sono praticamente obbligatori, funziona a rilento?

E questo solo per fare un esempio pratico. Nello specifico, grazie alle nuove misure prese, tutta l'Italia potrà fruire di una rete di connessione ultra veloce che consentirà ai cittadini di poter scegliere tra vari operatori aggiudicandosi per esempio le migliori offerte adsl Teletu o di altri gestori in totale libertà. Insomma, più scelta e più possibilità. Eppure, nonostante questi siano obiettivi da raggiungere al più presto, l'Abruzzo sembra non decollare in questo senso. Anzi, in alcuni comuni la situazione è a dir poco insostenibile. Inutile il disappunto espresso a chiare lettere dall'ex consigliere del comune di Barisciano, Walter Salvatore, che denuncia un certo lassismo da parte delle amministrazioni locali.

In realtà, però, la situazione non è così grigia come si potrebbe pensare in tutta la regione. Esistono diverse sfumature e Pescara ne è la prova tangibile. Questa provincia è infatti virtuosa in tal senso, dato che non solo si è dimostrata alquanto attenta alle numerose opportunità offerte dalla banda larga, ma è anche la sola città dove si può usufruire della cablatura in fibra ottica .

Un divario davvero troppo grande tra questa e le altre provincie dell'Abruzzo dove il digital divide era già piuttosto pesante prima dei drammatici eventi legati al terremoto. Si sarebbe dovuto porre rimedio a ciò durante la ricostruzione, cosa che, però, non è avvenuta. Ecco che sia le imprese, gli esercizi commerciali e gli stessi cittadini devono convivere con una situazione che, ormai, sta diventando anacronistica in un Paese che vuole adeguarsi alle nuove opportunità tecnologiche.

 

 

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