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di Massimo Sanvitale
Domani sera, inizio ore 20:30 stadio Del Duca, andrà in scena l’attesissimo derby Ascoli-Pescara. I biancazzurri, reduci dalla convincente vittoria contro il Cagliari, vogliono confermare quanto di buono fatto vedere.
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“Non abbiamo paura di nessuno”, dichiara Oddo in conferenza, “dobbiamo pensare a noi stessi e giocare il nostro calcio”, grida battagliero come non mai. Lo stile del mister non ci stupisce, ci siamo piacevolmente abituati, possiede la spensierata arroganza necessaria a chi vuole allenare il Pescara. Questa volta è però, forse, anche un saggio meccanismo difensivo, la squadra arriva alla partita non nelle migliori condizioni. Le sempre temute convocazioni in nazionale hanno privato il tecnico di Mandragora, Verre e Memushaj, tre potenziali titolari. Alla lista degli assenti si è aggiunto anche Zampano, non al meglio ma convocato, che non scenderà in campo dal primo minuto per esplicita ammissione del mister. Emergenza, dunque, alla quale bisogna porre rimedio. Soluzione possibile sarebbe stata il passaggio ad una difesa a tre, pensiero subito allontanato da Oddo che spiega: “Campagnaro partirà dalla panchina”, dunque si proseguirà con la coppia di centrali formata da Fornasier e Zuparic. Altro non trascurabile motivo che induce a non cambiare assetto difensivo è l’evidente disappunto del difensore croato. In un’intervista dice chiaramente di non trovarsi a proprio agio come terzo di una difesa a tre, sentendosi troppo lento per agire quasi da terzino. Dichiarazioni, a nostro avviso, inopportune e poco lungimiranti: caro Dario, gli allenatori mal digeriscono che si dica loro come giocare, soprattutto se si è nel torto. Crediamo, infatti, che, nonostante le titubanze del giocatore, il ruolo sia per lui adattissimo, date le caratteristiche di aggressività e propensione all’anticipo che lo rendono un difensore dalla naturale giocata alta, più marcatore che libero, per richiamare categorie scomparse.
Valoti sarà, obbligatoriamente, della partita. “Può coesistere con Benali, sebbene entrambi molto offensivi”, dichiara Oddo, aprendo così alla possibilità di vedere proprio Valoti e Benali come mezzali, con Selasi e Torreira rispettivamente vertice basso e vertice alto del consueto rombo. I dubbi, più volte espressi sull’ex Verona, non sono tecnici, bensì atletici e di struttura. Se Valoti vuole giocare in questo campionato deve, in tempi brevi, accelerare il ritmo delle sue movenze, a volte lente quasi da sembrare goffe. E’ il caso di interrogarsi su come fare a non sprecare il talento che sicuramente possiede. A nostro avviso l’esperimento, ammirato contro il Cagliari, di Torreira trequartista in marcatura sul mediano avversario, è stato vincente e auspicabilmente riproponibile. La capacità del giovane uruguagio di vedere, come fossero disegnate, le linee di passaggio, fa di lui uno straordinario acchiappa palloni offensivo.
Oddo prosegue col suo mantra: “Dobbiamo fare la nostra partita, non ho paura di nessuno, spero che Lapadula sia fischiato dal primo all’ultimo minuto, i fischi lo caricheranno”. L’ex Teramo ritrova l’Ascoli già affrontato nella passata stagione, conclusasi con i noti scandali e il ripescaggio proprio dei marchigiani, ai danni del Teramo.
Le voci diffuse in settimana di spionaggio e controspionaggio agli allenamenti non fanno che rendere palpitante l’attesa e testimoniare l’importanza del match. Il derby è una partita come le altre, diceva Zeman, ma si sbagliava.



