“Gentile Direttore, torna d’attualità la questione dell’unificazione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, già oggetto di referendum popolare il 25 maggio 2014. Il problema fondamentale risiede tutto negli evidenti imbarazzi che la politica regionale sta manifestando nel dover dare giuridicamente seguito alla volontà popolare che si è chiaramente espressa in senso favorevole al comune unico.” Così in una lettera aperta alla redazione l'ex consigliere della giunta Cordoma, Erminio Falco che spiega le ragioni di chi insiste nel volere il progetto della Grande Pescara.
Pescara, Montesilvano e Spoltore referendum 2014. La disciplina dei referendum regionali prevede che “entro sessanta giorni dalla proclamazione dei risultati del referendum consultivo, il Presidente della Regione propone al Consiglio regionale un disegno di legge sull'oggetto del quesito sottoposto a referendum”. Lo si legge in una nota dei radicali
"Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche presenti nell Assemblee cittadine della Regione, in primis al Movimento 5 Stelle, affinché venga attivata, da subito, in ognuno dei Comuni della Regione, una procedura di riforma degli statuti comunali per pomuovere l'indizione di referendum popolari con finalità propositive e abrogative oltre che consultive."
“Le dichiarazioni del Presidente della Regione, sulla destinazione dei Fondi Fas, sono un ennesimo schiaffo morale alla città di Montesilvano, visto che le richieste per la Stella Maris sono state del tutto ignorate.” Così interviene Manuel Di Pasquale, difensore della storia e identità montesilvanese.
“Apprendo con soddisfazione che il Consiglio Comunale della Città di Montesilvano con decisione pressochè unanime ha dato mandato al suo Presidente di concertare con il Collega di Spoltore una seduta congiunta delle due Assise Civiche sul tema della ipotesi di estinzione dei due Comuni per fondersi con il Comune di Pescara.” Così interviene Giovanni M. Pavone già Sindaco di Montesilvano
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