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Lunedì, 09 Ottobre 2017 19:40

Pescara, “Sfratti zero” una sentenza di sfratto ogni 42 famiglie in locazione.

Scritto da Reden
Corrado Di Sante Corrado Di Sante

Troppe persone senza casa. Domani martedì 10 ottobre presidio a Pescara ore 10,30 piazza sacro cuore.

Dal 2012 in Italia il 10 ottobre è la Giornata Nazionale Sfratti Zero che si inserisce all’interno del mese internazionale Sfratti Zero, promossa da 15 anni dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti (www.habitants.org). In Italia siamo giunti alla VI edizione. Si tratta di un evento nell’ambito della lotta per il diritto alla casa che non ha eguali in Italia e che ogni anno intende, con un’azione coordinata, sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione sfratti e più in generale sulla precarietà abitativa, denunciando come in Italia da parte del Governo, di Regioni e Comuni la questione abitativa non è intesa come una priorità nell’agenda politica.

In Italia i dati sono terrificanti: nel solo 2016, ultimo dato ufficiale disponibile le sentenze di sfratto sono state 61.718 e di queste ben 54.829 per morosità incolpevole, le richieste di esecuzione sono state 158.720, gli sfratti eseguiti con la forza pubblica sono stati 35.336. La provincia di Pescara è una delle province con il più alto rapporto tra sentenze di sfratto e famiglie abitanti, una sentenza ogni 219 famiglie ovvero una sentenza di sfratto ogni 42 famiglie in locazione.

Presentare i dati Walter Rapattoni e Corrado Di Sante.

Questa è la situazione nelle altre province: Modena a una sentenza di sfratto ogni 172 famiglie ovvero ogni 34 famiglie in locazione; Barletta/Andria/Trani 1/181 ovvero una sentenza di sfratto ogni 36 famiglie in locazione; Imperia:1/234 ovvero una sentenza di sfratto ogni 46 famiglie in locazione; Prato: 1/237 ovvero una sentenza di sfratto ogni 47 famiglie in locazione; Savona: 1/239 ovvero una sentenza di sfratto ogni 48 famiglie in locazione; Torino: 1/ 241 ovvero una sentenza di sfratto ogni 48 famiglie in locazione; Cosenza: 1/251 ovvero una sentenza di sfratto ogni 50 famiglie in locazione; Taranto: 1/267 ovvero una sentenza di sfratto ogni 53 famiglie in locazione; Rimini: 1/ 276 ovvero una sentenza di sfratto ogni 55 famiglie in locazione; Roma: 1/ 279 ovvero una sentenza di sfratto ogni 56 famiglie in locazione. Dati che con tutta evidenza parlano di una questione nazionale non solo riferibile alle sole grandi aree urbane.

Il Governo, le Regioni e i Comuni hanno risposto agli sfratti e alle 650.000 famiglie nelle graduatorie, con l’azzeramento del fondo contributo affitto, con la riduzione nel 2017 a soli 11 milioni di euro disponibili del fondo morosità incolpevole; con l’assenza completa di programmi di aumento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica: l’emergenza delle palazzine di Via Lago di Borgiano è un caso paradigmatico.

L’Unione inquilini e Rifondazione Comunista rilanciano la proposta di riutilizzo degli immobili pubblici e privati ad uso abitativo, attraverso il recupero e l’autorecupero. attuando e rendendo l’intervento strutturale, in base a quanto previsto dalla quanto previsto dall’articolo 26 commi 1 e 1bis della legge sblocca Italia e dalla circolare del Ministro Minniti del 1 settembre 2017. È quindi necessario abbandonare le politiche emergenziali e le guerre tra poveri.  Le politiche emergenziali portano solo ad uno spreco immane di risorse pubbliche senza intaccare minimamente la domanda che viene dal fabbisogno reale. “Nella nostra regione e nella nostra provincia, di fronte ad uno spropositato patrimonio immobiliare vuoto frutto della speculazione edilizia, è raccapricciante il tentativo di trasformare ad uso abitativo garage e cantine, luoghi altamente rischiosi in caso di alluvioni. Servono al contrario azioni concrete, introducendo una tassazione fortissima e progressiva per gli immobili sfitti, con la possibilità per i sindaci di poter attivare lo strumento della requisizione nelle situazioni di più acuta sofferenza abitativa.  Per rispondere al bisogno di centinaia di famiglie non abbiamo bisogno di sanatorie per i soliti furbetti.”

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