"Il 7 agosto scorso Pierluigi ci ha lasciati, con il garbo e l'ottimismo che lo hanno caratterizzato nei suoi primi 63 anni di vita. “ Ricorda Tiziana Pezzella, architetto e co-ideatrice del progetto scolastico al liceo D'Ascanio, “Ora stiamo continuando a festeggiarlo con il secondo ciclo di Dedalo che, lungi dall'essere nostalgico o celebrativo, è un inno alla bellezza espressa attraverso l'architettura.”
“L'idea di un corso di architettura contemporanea Pierluigi Natalucci ed io ce l'avevamo da un po', da quando ci siamo incontrati nel Liceo D'Ascanio di Montesilvano ed abbiamo condiviso l'amore per questa forma d'arte che sa essere Maggiore o Minore perché porta in sé la vita vissuta.” L'Arch. Pezzella racconta come è nato il progetto del corso di Architettura al Liceo D'Ascanio, a cui ha partecipato anche l'arch. Sara Tarricone, in veste di relatore, con “Ottanta iscritti lo scorso anno, sessantacinque nel ciclo in corso, con la conseguente necessità di limitare la partecipazione al laboratorio progettuale ai soli ragazzi di quinta”.
“Ci siamo di colpo scoperti impreparati alla smisurata fiducia accordataci da tutti quei giovani”.
Il primo ciclo di lezioni ha preso avvio nel dicembre 2016, per terminare nell'aprile successivo.
“In quei mesi si è compiuta la tragedia della scomparsa di Pierluigi, magnifico collega, grande comunicatore e raffinato progettista; insieme avevamo creduto nella possibilità di parlare di architettura contemporanea ai ragazzi del triennio del Liceo Scientifico.”
“Dedalo. Il mestiere dell'architetto” è il nome pensato per il corso, “ci appassionava l'idea di consacrare il nostro corso all'architetto ingegnoso che aveva trasformato il suo sogno in realtà.” afferma Pezzella.
“Maestri cerimonieri” del ciclo di sei lezioni teoriche, a cui si alternano sei laboratori progettuali riservati ai soli ragazzi del quinto anno, "sono persone che di quella bellezza si fanno e si sono fatte portavoce: docenti universitari e liceali, insieme ad architetti più giovani ed entusiasti o già forti ed assertivi grazie alla loro esperienza sul campo".
“Il filo rosso che tiene insieme le parole dei nostri appassionati relatori è il rapporto tra Natura ed Architettura” spiega “siamo partiti dal modo in cui l'architettura impara le sue forme dalla natura, per proseguire con una riflessione sulla luce quale elemento plasmabile per definire lo spazio; è stata poi la volta del racconto dell'architettura in relazione alla leggerezza, a cui seguirà un intervento sugli spazi naturali inseriti all'interno della città; gli ultimi due incontri si incentreranno rispettivamente sulla visione ecologica dell'habitat umano e sulla terra quale grande madre di abitazioni e di luoghi atti alla trasformazione dei prodotti che da quella terra provengono.”
Nel laboratorio progettuale “vorremmo giungere alla formulazione di ipotesi di trasformazione formale e funzionale dei due spazi residuali tra i tre denti della struttura a pettine della nostra scuola.”
“L'obiettivo è quello di sollecitare la riappropriazione consapevole dei luoghi del liceo da parte degli studenti; al termine del corso una giuria di esperti (composta dai diversi relatori protagonisti delle lezioni teoriche, da esperti del mondo accademico e professionale, nonché dalla Dott.ssa Roberta Di Pietro Natalucci) selezionerà il progetto vincitore della borsa di studio voluta dalla Fondazione Pierluigi Natalucci.”
Conclude: "Con i piedi saldamente poggiati sulle nuvole, insieme continuiamo a credere che la bellezza salverà il mondo






