In arresto ieri tre pregiudicati, responsabili di aver ordito il fallimento di una ditta di commercio all’ingrosso e al dettaglio di calze, intimo ed accessori, con sede a Misano Adriatico (RN), distraendone 5 milioni di euro prima del fallimento l’intero patrimonio.
Contestualmente, nei loro confronti, le Fiamme gialle hanno anche dato esecuzione al correlato provvedimento di sequestro per oltre 200 mila euro. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini, hanno scoperto che l’impresa era stata costituita, sin dall’inizio, con lo scopo di portare a termine un preciso piano criminoso, da parte dei veri gestori dell’attività commerciale, ossia due fratelli, di origine pugliese, attivi nel settore del commercio ambulante, ma gravati da diversi precedenti penali.
Il piano era di fare acquisire al loro prestanome di anni 41 nullatenente e con problemi di tossicodipendenza, anche lui in arresto ieri, la fiducia dei fornitori in modo da poter effettuare ingenti acquisti di merce e procrastinare i pagamenti, con il proposito di non onorarli a scadenza, per poi trasferire le giacenze di magazzino e i beni aziendali della ditta, prima del fallimento, ad altri soggetti sempre riconducibili ai due germani salentini. La merce sarebbe stata acquistata in esenzione d’IVA, dichiarandone l’esportazione, per poi venderla invece sul territorio nazionale in evasione d’imposta.
Ultimo atto del disegno: occultare le scritture contabili al fine di non consentire la ricostruzione del volume d’affari per l’anno 2014, a danno dell’Erario e degli altri creditori e scaricare la responsabilità del fallimento sul nullatenente su cui i creditori non avrebbero potuto rivalersi per ottenere il soddisfacimento dei propri crediti.






