Prendiamo la calcolatrice – il pallottoliere per i nostalgici –e proviamo a buttare giù due conti. Ad oggi, 41 punti portano un piazzamento tra le ultime 5, dunque virtualmente la quota salvezza sarebbe ancora 50 – rectius 51 – qualora una tra Ascoli, Avellino ed Entella vincesse le tre partite rimaste. Domani, tuttavia, andrà in scena Ascoli-Avellino, così, in caso di vittoria di una delle due, l’altra uscirebbe dalla corsa per arrivare a 50, mentre in caso di pareggio ne uscirebbero entrambe. L’Entella deve affrontare Salernitana, Frosinone e Novara, si capisce come la sfida contro i ciociari appaia uno scoglio complesso. Inoltre il Novara – così come il Cesena e la Cremonese – entra in gioco nel calcolo della quota, abbassandola, se scavalcata da una delle tre che oggi segnano la linea rossa. La presenza di scontri diretti e di partite difficili rende troppo ripida una conclusione di tipo scientifico probabilistico, tuttavia permettono di affermare che serviranno meno di 50 punti per salvarsi. Ad azzardare ipotesi, la linea dovrebbe attestarsi intorno ai 47 o massimo 48 punti. Il Pescara di punti ne ha 46, un dato che porta a considerare salva – ancora virtualmente – la squadra, qualora domani dovesse arrivare una vittoria. Alla luce di quanto detto, però, anche un pareggio potrebbe rappresentare un buon risultato.
Pillon, in conferenza, sembra non pensare ad altro se non ai tre punti: “Se ci mettiamo in testa che basta il pareggio partiamo già male. Ce la siamo giocata in ogni campo, senza mai calcolare niente, anche nei momenti di maggiore difficoltà. Abbiamo tre partite, pensiamo a questa e raccogliamo il massimo. Il calcio è imprevedibile, dobbiamo contare solo sulle nostre forze.” Difficile dissentire, ancora una volta Pillon si dimostra corretto nella sua semplice prevedibilità, potente arma degli sportivi in crisi. Il mister, poi, espone le criticità del match di domani: “Dobbiamo entrare in campo con grande aggressività. Il terreno è anche insidioso, è un sintetico dove la palla non rimbalza bene. Non dobbiamo fare l'errore di Vercelli, dove siamo stati sotto tono, non ci siamo adattati al campo e così i primi 10 minuti ci hanno pregiudicato tutta la partita”. Ormai abbiamo appreso la sana ossessione di Pillon per l’aggressività sul portatore di palla, principale concetto portato dal mister in questo finale di stagione. L’idea è basilare: mai lasciare all’avversario il tempo della giocata tranquilla. In verità esisterebbe anche un calcio opposto, dove la difesa consiste nel chiudere le linee di passaggio, tuttavia sembra più adatto ad altri livelli. Prosegue il mister su una sua eventuale conferma per la prossima stagione: “Ho sempre detto che a Pescara sto bene, mi hanno accolto tutti in modo eccezionale. Mi hanno fatto sentire fiducia. Spero di raggiungere questa salvezza, poi penseremo a tutto il resto. Non mi aspetto mai niente perché conosco il calcio”. A nostro avviso, in caso di salvezza Pillon sarebbe certamente l’allenatore del Pescara, peraltro con pieno merito.
La partita di domani impone alla squadra un atto di coraggio, ogni calcolo accentua le tentazioni di frenata, con il rischio di deriva in paralisi. La salvezza e una nuova storia biancazzurra passano dal Piola di Novara.
Probabili formazioni:
Novara (4-4-2): Montipò; Golubovic, Del Fabro, Troest, Calderoni; Moscati, Orlando, Casarini, Di Mariano; Maniero, Puscas. All.: Di Carlo
Pescara (4-3-3): Fiorillo; Fiamozzi, Gravillon, Perrotta, Crescenzi; Machin, Brugman, Valzania; Mancuso, Pettinari, Capone. All.: Pillon



