Montesilvano non è Roma, Milano ma è meritevole lo stesso di considerazione. Montesilvano è una città da oltre 54mila volti e sentirsi cittadini montesilvanesi, di una città con una storia e identità non deve essere un dilemma amletico, ma una certezza.
Abbiamo intervistato lo studioso e ricercatore di comunicazioni e marketing, consulente storico – culturale dello staff Maragno, Dott. Antonio Farchione, con lo scopo di far conoscere Montesilvano con occhi più analitici. Farchione di recente ha stilato un'interessante ricerca, di imminente pubblicazione, su eventi storici chiave della città, attraverso indagine approfondita su alcune vicende dello scorso secolo.
Può anticipare qualcosa sui risultati di questo lavoro?
“Lo spunto della mia ricerca mi è stato dato dagli stessi montesilvanesi che in più di un’occasione accedevano ad una memoria storica alquanto frammentata. Partendo da queste notizie ho poi fatto ricerche documentali più approfondite. Per esempio mi ha particolarmente affascinato la figura di Emidio Agostinone; non credo di essere smentito se affermo che fu tra i primi, agli inizi del ‘900, ad aver messo in pratica un primordiale marketing territoriale con l’obiettivo di far conoscere, attraverso un tour a cui parteciparono parlamentari e giornalisti nazionali ed internazionali, un volto dell’Abruzzo diverso da come era stato raccontato da D'Annunzio o Francesco Paolo Michetti. Nel libro recupero anche la ricetta del dolce montesilvanese denominato “Dolce dei tre colli” spiegando dettagliatamente e con riferimenti documentali il perché siano stati scelti certi ingredienti per la sua realizzazione. Non meno interessante è inoltre un capitolo del volume in cui si parla della scoperta da parte della Sovrintendenza di una fornace romana a Montesilvano, attualmente ancora sotterrata. Forse non tutti sanno che in quel sito sono stati trovati i resti di un’importante produzioni di anfore romane a fondo piatto, recante un timbro vicino al collo dell'anfora di un imprenditore del Chietino. Scrivo anche della Chiesa della Madonna della Neve, dei suoi affreschi, della preziosa statua della Madonna della Neve, attualmente custodita nella vicina San Michele Arcangelo, realizzata da un artista abruzzese.
Non manca neppure un cenno alla Stella Maris. Quest’ultimo è un edificio storico di grande importanza, un unicum anche per la sua forma, dal momento che delle oltre tremila colonie costruite in epoca fascista, oggi è tra le circa ottocento rimaste in tutta Italia. Purtroppo quello che colpisce è il suo stato di abbandono.
Una delle ultime proposte è stata quella di realizzare un progetto culturale che, attraverso il coinvolgimento dell'Accademia di Roma, avrebbe permesso di realizzare un consorzio in cui tutte le accademie d’Italia avrebbero potuto avere in quell’edificio la possibilità di proporre corsi di formazione avanzati a studenti italiani e stranieri. I fatti recenti hanno portato le decisioni verso altre scelte. Rimane comunque un edificio importante che potrebbe essere un elemento qualificante di un intera area urbana”.
A Villa Carmine pare, secondo quanto scritto da Osvaldo Galli nel libro “Montesilvano”, vi siano resti di un tempio dedicato a Giove. Montesilvano, quindi, offre anche questo tipo di turismo, quale potrebbe essere la strada per cominciare a lavorare sui nostri siti archeologici?
“Sarebbe bello avere anche a Montesilvano attrazioni che mirino alla valorizzazione di possibili siti archeologici. Non è così semplice. La questione richiede il coinvolgimento di tante istituzioni, la possibilità di costruire un museo. Soprattutto una visione a medio-lungo termine, una strategia di marketing turistico e territoriale, sempre molto apprezzata dall’Unione Europea, se si vuole accedere a fondi comunitari”.
Per ora, il comune ha investito sulla street art?
“Progetti culturali complessi, come la valorizzazione di un sito archeologico, ed interventi di Street Art sono cose che possono essere riunite sotto l’unico tetto della cultura ma non possono essere messi a confronto. A differenziarli basterebbe solo il diverso impegno finanziario che richiedono. Spesso la Street Art ha la funzione di essere fruibile immediatamente, serve anche per avvicinare il governo locale a zone periferiche, ad avviare un processo di riqualificazione, o anche un modo per comprendere meglio le problematiche di persone che occupano zone periferiche. Sono cose completamente diverse e potrebbe essere riduttivo metterle sullo stesso piano sebbene stiamo parlando sempre di arte. Quando si interviene su un progetto legato alla memoria si deve operare in un certo modo, la Street Art è qualcosa di più immediato”.
Quanto pesa a Montesilvano non avere musei rappresentativi? Avremmo un altro tipo di economia e di turismo, magari più costante?
“Avere un museo potrebbe essere qualcosa di importante per migliorare e cercare di rendere più completa l’offerta turistica di una città. Montesilvano nello specifico è una città a vocazione turistica e non si può ignorare che è anche la prima città d'Abruzzo per quanto riguarda l'accoglienza ed i posti letto. Un possibile pacchetto turistico potrebbe solo trarre beneficio se arricchito da un’offerta museale”.
Parliamo di Montesilvano Colle.
“Questa Amministrazione ha fatto sì che Montesilvano Colle entrasse nel circuito dei borghi autentici Nazionali. Ritrovare la lentezza all'interno di un borgo intercetterà un altro tipo di turismo”
Cosa vuol dire nel 2018 essere montesilvanesi?
“Qualcuno continua a dire che Montesilvano non ha una storia. Io non sono di Montesilvano, ci abito, e mi sono sentito un po' ferito da queste affermazioni. Sono state proprio affermazioni come queste che mi hanno incitato effettivamente a cercare e trovare non una ma più storie a Montesilvano. Non dimentichiamo che ci sono stati e ci sono ancora, personaggi illustri che hanno dedicato a questa Città libri assai interessanti. Sto pensando a Osvaldo Galli, Piergiorgio Orsini, Sandro Terenzi, l’Associazione culturale del libro abruzzese del compianto dott. Carlo Di Giacomo. Credo che ci sia più di un motivo per essere orgogliosi di appartenere alla comunità montesilvanesi.”
Salutiamo il Dottor Antonio Farchione augurandogli in bocca al lupo per la futura pubblicazione.



