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Martedì, 24 Novembre 2015 17:22

Vatileaks 2, Nuzzi "non siamo martiri"

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Al via questa mattina nel Tribunale della Citta' del Vaticano, la prima udienza del processo penale denominato Vatileaks 2, sulla fuga di notizie, pubblicate poi nei libri dei due giornalisti Gianluigi Nuzzi ('Via Crucis') ed Emiliano Fittipaldi ('Avarizia') che figurano tra gli imputati (circostanza contro la quale hanno preso posizione i giornalisti accreditati in Vaticano, la Stampa Estera in Italia e anche l'Ocse).

 

Alla sbarra, oltre ai due cronisti, monsignor Angel Lucio Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e Nicola Maio.

Tutti e 5 sono imputati di reati connessi con la divulgazione di notizie e documenti riservati.

A inizio udienza il Tribunale ha respinto l'istanza di nullita' del capo d'imputazione che riguarda Emiliano Fittipaldi, avanzata dalla difesa del giornalista. In particolare, come ha spiegato lo stesso Fittipaldi, in una dichiarazione spontanea, la presunta nullita' del capo di imputazione e di conseguenza del rinvio a giudizio era basata sul fatto che i capi d'imputazione erano solo enunciati ma senza "la benche' minima descrizione del fatto che viene addebitato". Si tratta, ha spiegato Fittipaldi, di "una condizione di indeterminatezza del tutto inaccettabile, perche' pone l'imputato nella condizione di non sapere da cosa doversi difendere e la Pubblica Accusa di poter in ogni momento estendere il riferimento della incriminazione ad uno qualunque dei documenti o delle notizie contenute nel mio libro".
  L'avvocato difensore di Fittipaldi, Lucia Musso, ha poi formalizzato la richiesta precisando tra l'altro che solo a pagina 8 di un decreto di 10 pagine viene citato il suo cliente, ma anche in quella riga non si comprende la contestazione che gli viene mossa e quindi per lui e' impossibile difendersi. Il promotore di giustizia aggiunto, Roberto Zannotti, ha replicato che nel rinvio ci sono gli elementi necessari, cioe' i capi di accusa e le eventuali aggravanti. Il fatto che i capi d'accusa siano solo enunciati non significa che non esiste impossibilita' di capire gli addebiti. Dopo una camera di consiglio di 43 minuti la Corte, presieduta da Giuseppe Dalla Torre, ha dichiarato l'"infondatezza" della richiesta di Fittipaldi, chiarendo che "tutto e' spiegato al capo B, acquisizione di documenti e notizie, l'ufficio del promotore di giustizia insiste per il rigetto".

Il Tribunale - presidente Giuseppe Dalla Torre - ha respinto anche la richiesta dei termini a difesa avanzata dall'avvocato Emanuela Bellardini per monsignor Vallejo Balda, motivata dal fatto che il precedente difensore ha rinunciato all'incarico e quindi gli atti le sono stati dati solo ieri. Il Tribunale ha motivato la sua decisione con il fatto che la prossima udienza sara' solo il 30 novembre e la scadenza per la consegna delle prove a discolpa il 28, quindi la necessita' di prendere visione degli atti e' soddisfatta. Il presidente ha anche comunicato che sulla richiesta di avere avvocati di fiducia, non iscritti alla Rota romana, dovra' pronunciarsi la Corte di Appello il cui presidente e' fuori Roma. "In Vaticano non c'e' la volonta' di conculcare la liberta' di stampa, che e' un diritto riconosciuto in Italia ma anche nello Stato Vaticano", ha affermato nell'aula del Tribunale Vaticano il promotore di giustizia aggiunto Roberto Zannotti, replicando alle dichiarazioni spontanee di Fittipaldi. Il pg ha precisato che quello iniziato oggi "non e' un processo sulla pubblicazione di documenti, ma sulla modalita' di acquisizione dei documenti". "I fatti - ha detto - verranno specificati ancor meglio nel Dibattimento. Contestazione sta nel fatto di aver acquisito documenti in maniera illecita". "Io non ho mai messo piede in Vaticano prima d'ora", ha precisato Fittipaldi ai giornalisti presenti in aula durante la pausa della Camera di Consiglio. "Non siamo martiri ma cronisti", ha detto invece Gianluigi Nuzzi. "Ci sono principi che devono essere difesi. E' doveroso essere qui oggi. Rispetto all'Italia, la giustizia in Vaticano - ha commentato - e' fin troppo veloce". "Sto benissimo, mi sento protetto", ha spiegato ai giornalisti monsignor Vallejo Balda, che indossava un clergyman grigio.
  Dopo 20 giorni di detenzione, con i capelli molto corti, appariva sorridente ma dimagrito e' apparso evidentemente provato dalla detenzione. La Chaoqui, senza un filo di trucco, si e' presentata con dei jeans blu sbottonati, "per scaramanzia", in quanto e' all'inizio di una gravidanza. Tra i due non sembrava esserci confidenza, tanto che Balda si e' intrattenuto con tutti gli altri imputati ma non con lei. 

agi

 

 

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