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Martedì, 24 Novembre 2015 18:10

Vatileaks, monsignor Balda resta detenuto "qui mi sento protetto"

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 "Sto benissimo, mi sento protetto". Dopo quasi un mese di detenzione nella Caserma della Gendarmeria Vaticana, monsignor Vallejo Balda e' comparso oggi alla prima udienza del processo "Vatileaks due" e la sua principale preoccupazione e' stata tranquillizzare sulle proprie condizioni di salute. Indossava un clergyman grigio, i capelli molto corti, sorridente ma dimagrito, e' apparso evidentemente provato dalla detenzione.

 

La Chaouqui, senza un filo di trucco, si e' presentata con dei jeans blu sbottonati, "per scaramanzia", in quanto e' all'inizio di una gravidanza. Tra i due non sembrava esserci piu' nessuna confidenza, tanto che Balda si e' intrattenuto con tutti gli altri imputati ma non con lei. "Non ho mai messo piede in Vaticano prima d'ora", ha detto Fittipaldi ai giornalisti presenti in aula durante la pausa della Camera di Consiglio. "Non siamo martiri ma cronisti", ha commentato Gianluigi Nuzzi. "Ci sono principi che devono essere difesi. E' doveroso essere qui oggi Rispetto all'Italia, la giustizia in Vaticano - ha osservato - e' fin troppo veloce". Le "chiacchiere" con giornalisti sono state l'elemento di maggior interesse nell'udienza di avvio, dedicata alla costituzione delle parti e ad alcune eccezioni preliminari, tutte respinte. La principale e' stata l'istanza di nullita' del capo d'imputazione che riguarda Emiliano Fittipaldi, avanzata dalla difesa del giornalista. In particolare, come ha spiegato lo stesso Fittipaldi, in una dichiarazione spontanea, la presunta nullita' del capo di imputazione e di conseguenza del rinvio a giudizio era basata sul fatto che i capi d'imputazione erano solo enunciati ma senza "la benche' minima descrizione del fatto che viene addebitato". Si tratta, ha spiegato Fittipaldi, di "una condizione di indeterminatezza del tutto inaccettabile, perche' pone l'imputato nella condizione di non sapere da cosa doversi difendere e la Pubblica Accusa di poter in ogni momento estendere il riferimento della incriminazione ad uno qualunque dei documenti o delle notizie contenute nel mio libro". L'avvocato difensore di Fittipaldi, Lucia Musso, ha poi formalizzato la richiesta precisando tra l'altro che solo a pagina 8 di un decreto di 10 pagine viene citato il suo cliente, ma anche in quella riga non si comprende la contestazione che gli viene mossa e quindi per lui e' impossibile difendersi.
  Il promotore di giustizia aggiunto, Roberto Zannotti, ha replicato che nel rinvio ci sono gli elementi necessari, cioe' i capi di accusa e le eventuali aggravanti. Il fatto che i capi d'accusa siano solo enunciati non significa che non viene data la possibilita' di capire gli addebiti. Il Tribunale - presidente Giuseppe Dalla Torre - ha respinto anche la richiesta dei termini a difesa avanzata dall'avvocato Emanuela Bellardini per monsignor Vallejo Balda, motivata dal fatto che il precedente difensore ha rinunciato all'incarico e quindi gli atti le sono stati dati solo ieri. Il Tribunale ha spiegato la sua decisione con il fatto che la prossima udienza sara' solo il 30 novembre e la scadenza per la consegna delle prove a discolpa il 28, e dunque c'e' il tempo per prendere visione degli atti. Il presidente ha anche comunicato che sulla richiesta di avere avvocati di fiducia non iscritti alla Rota romana, dovra' pronunciarsi la Corte di Appello il cui presidente e' fuori Roma. Contro la decisione vaticana di processare i due giornalisti italiani hanno preso posizione i giornalisti accreditati in Vaticano, la Stampa Estera in Italia e anche l'Osce. "In Vaticano non c'e' la volonta' di conculcare la liberta' di stampa, che e' un diritto riconosciuto in Italia ma anche nello Stato Vaticano", ha affermato pero' nell'aula del Tribunale Vaticano il promotore di giustizia aggiunto Roberto Zannotti. Il pg ha precisato che quello iniziato oggi "non e' un processo sulla pubblicazione di documenti, ma sulla modalita' di acquisizione dei documenti". "I fatti - ha detto - verranno specificati ancor meglio nel Dibattimento. La contestazione riguarda il l'acquisizione in maniera illecita" di notizie e documenti che si trovano ora nei libri di Nuzzi ('Via Crucis') e Fittipaldi ('Avarizia').

 

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