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Giovedì, 29 Agosto 2019 16:54

Montesilvano/JBP, Grande occasione ma “un volano fa presto a diventare boomerang”

entrata del luogo dove si svogerà il concerto, lavori per agevolare le uscite. entrata del luogo dove si svogerà il concerto, lavori per agevolare le uscite.

Da Mimmo Di Giacomo a Valeriano Oronzo, passando per Massimiliano Giovanni Pavone, Aurelio Cilli e altri, ecco i dubbi e incertezze sul Jova Beach party.

 

Tutti concordi sul Jova beach party per l'importanza e grande portata dell’evento, seppur privato (circa 60euro un biglietto), per il potenziale beneficio che potrebbe portare ma i dubbi e le incertezze rimangono: il breve tempo avuto per i lavori sulla sicurezza, le spese, chi paga, i reali e concreti vantaggi per la città, quanto guadagno e per chi?

Certo è che se esistono i Palarock, teatri, arene e stadi per svolgere certi eventi un motivo ci sarà pure! Qualcuno obietta ma questo è il beach party si fa in spiaggia, con 33mila persone. Un banco di prova per il Comune.

Alcuni dei personaggi più conosciuti che ruotano attorno alla vita politica della città, ex amministratori e attivisti, hanno commentato l’evento del 7 settembre, ponendo luce su vari aspetti dell’impresa. Per tutti è un grande evento, un buona occasione le riflessioni e i dubbi sono tanti, prima tra tutti la sicurezza.

Pavone: “Se si deve sacrificare una siepe, poi si rimetterà”

“Tutto sommato è un buona occasione per Montesilvano e il turismo”, dichiara Massimiliano Giovani Pavone, del PD, che vanta un lungo curriculum politico cittadino, Presidente del Consiglio, Sindaco, consigliere comunale. “Se si deve sacrificare una siepe, poi si rimetterà. Ma è una cosa imprevista che portare beneficio alla città a conclusione di una stagione turistica sofferta”.

Cilli: “arma a doppio taglio”

Aurelio Cilli, già consigliere comunale e ancora prima Assessore provinciale al turismo, organizzatore di tanti eventi articolati in Abruzzo come Ironman, MotoRally, è dell’idea che “ solo chi non fa è facile alla critica”, ma sottolinea l’importanza dell’organizzazione di un grande evento come questo e afferma: “in questi casi ci vuole la collaborazione di tutti, mi auguro che lo stiano facendo”; pensa che manifestazioni come questa si possono rivelare, se non si usa la massima attenzione nel prevedere ogni particolare, “arma a doppio taglio”. Per Cilli sarebbe da investire “su eventi a lungo termine per risultati nel tempo”, meno propenso a eventi isolati, seppur grandi. “Certo di questo concerto si parla a livello nazionale è una cosa bella per la città” e chiosa “ però sarebbe meglio farli negli stadi è più sicuro”. Infine confessa. “mia figlia mi ha chiesto di andarci, a malincuore le ho detto di no”

Gabriele: “Come un elefante nel garage piccolo”

“Ci sono andato al concerto a Barletta”, dice il dott. Pietro Gabriele, ex assessore e consigliere comunale e provinciale, “ma qui a Montesilvano è come mettere un elefante in un garage piccolo”, mi piace l’elefante ma ci potrebbero essere problemi”. “L’evento è impattante. I disagi sono molti, il gioco vale la candela? Solo alla fine potremo saperlo, perchè solo alla fine vedremo se ci saranno stati i benefici.” Gabriele sostiene che questa sia una scommessa e ogni tanto un amministratore deve scommettere tenendo conto che “se le cose vanno precise sarà un grande successo, altrimenti si farà una brutta figura. Io, come amministratore mi accontenterei di pareggiare”.

Di Giacomo: “Un volano fa presto a diventare Boomerang”

“Bella occasione colta” per Mimmo Di Giacomo, già assessore all’urbanistica nella giunta Cordoma, “ma bisogna stare attenti: un volano fa presto a diventare boomerang”. Premette, “Jovanotti è un personaggio positivo, colorato, un evento grande” e, da ex amministratore, consiglia: “bisogna stare attenti ai lavori, impegni di spesa all’ultimo momento, le ruspe sulla spiaggia vanno attenzionate.”

Falco: “Jovanotti deve essere molto influente per concerti su arenili” L’ex consigliere comunale Ermanno Falco, giunta Cordoma, interviene con una riflessione: “Questo Jovanotti deve essere particolarmente influente se ha ottenuto di svolgere i suoi concerti sugli arenili, ambienti notoriamente a forte rischio ambientale. Montesilvano godra' di una relativa fama per due, tre settimane, poi ricadra' nell'oblio di stagioni estive sempre piu' anonime e dimesse senza idee e programmazione”. E aggiunge, “Non si vive di solo turismo e la citta' ha bisogno di un rilancio economico che si basi su commercio, piccola industria ed agricoltura di qualita', con un'azione di coordinamento e indirizzo che la politica non puo' piu' disattendere”.

Oronzo: “Perchè non lo ha fatto in uno stadio? Perchè si paga. E la spiaggia?”

Non è positivo il parere del pittore e Forzanovista Valeriano Oronzo, da sempre partecipe della vita politica cittadina. Ponendo l’accento sulla sicurezza afferma: “Non sono contro il concerto in sé di Jovanotti, ma contro l’entità dell’evento, 33 mila persone, perché non lo ha fatto in uno stadio? Perché si paga lo stadio… lo fa in spiaggia qui a Montesilvano e quanti soldi paga ? ” E poi provocatoriamente, senza peli sulla lingua, aggiunge “non accettato Vasto, non lo ha voluto Pescara e ora Montesilvano crede di aver vinto il premio! Questo Comune è stato solo un ripiego”.

Di Sante, “buona immagine per la città: mare pulito, più servizi, meno antropizzazione spiaggia”

Anche per Corrado Di Sante di rifondazione Comunista il problema non è il concerto, “è una cosa bella”, ma la location, “la spiaggia non è il posto adatto ai concerti, lo sono il Palarock, le arene, gli stadio”. E anche lui chiede “L’organizzazione paga la spiaggia?”. “Se proprio si deve fare – aggiunge – ci deve essere massima trasparenza, sulle spese del Comune, sulla sicurezza, sugli atti e soprattutto un prospetto per spiegare il reale vantaggio per la città e le entrate previste”. Sul ritorno d’immagine della città tiene a sottolineare che “il problema non è una siepe tagliata” ma “ si deve pensare che una buona immagine della città per il futuro possa essere data da un mare pulito, fiume disinquinato, i servizi, meno antropizzazione della spiaggia, allora sì che la città avrebbe un ritorno d’immagine”.